Cosa fa un buon genitore: perché Valditara ha ringraziato il Papa
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha citato il messaggio del Pontefice durante l'Angelus sui buoni genitori e insegnanti
Il ruolo dei genitori e degli insegnanti è quello di educare i più giovani e renderli consapevoli dei valori da seguire anche nella vita adulta. Il compito non è semplice e spesso porta a scontrarsi con i propri figli o studenti che si rifiutano di seguire alcuni insegnamenti. Del tema ha parlato Papa Leone XIV nell’Angelus del 17 agosto, messaggio poi ripreso anche dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Cosa ha detto Papa Leone XIV durante l’Angelus
Durante l’Angelus a Castel Gandolfo, il Papa ha invitato a “rimanere fedeli alla verità nella carità” anche se questo può costare.
Da qui è partita una riflessione. “Pensiamo, a esempio, al prezzo che deve pagare un buon genitore – ha detto Leone XIV – se vuole educare bene i suoi figli, secondo principi sani: prima o poi dovrà saper dire qualche ‘no’, fare qualche correzione, e questo gli costerà sofferenza”.
“Lo stesso vale per un insegnante – ha aggiunto – che desideri formare correttamente i suoi alunni, per un professionista, un religioso, un politico, che si propongano di svolgere onestamente la loro missione, e per chiunque si sforzi di esercitare con coerenza, secondo gli insegnamenti del Vangelo, le proprie responsabilità”.
Perché Giuseppe Valditara ha ringraziato il Papa
Il ministro Giuseppe Valditara ha pienamente condiviso le parole di Papa Leone XIV che ha ringraziato con un post condiviso sui suoi profili social.
Per Valditara, il pontefice ha inviato un messaggio chiaro e potente su quello che deve essere un educatore, che si tratti di una madre, di un padre, di un maestro o di un professore.
“Un buon genitore, così come un insegnante (e pure un politico), deve saper dire anche dei no, deve saper correggere chi sbaglia – ha scritto il ministro su Facebook citando Prevost.
“Oggi Papa Leone XIV ha lanciato autorevolmente un messaggio educativo importante e coraggioso. Lo ringraziamo profondamente”, ha aggiunto.
Il messaggio ai giovani di Papa Leone XIV
Papa Leone XIV ha iniziato il suo pontificato mostrando una grande attenzione alle tematiche relative alla famiglia e ai più piccoli.
Durante il Giubileo dei giovani, il pontefice ha esortato i ragazzi e le ragazze a non accontentarsi e al non essere troppo attaccati ai beni materiali.
“Cos’è veramente la felicità?”, ha chiesto ai giovani. “Vi siete incontrati tra coetanei provenienti da varie parti del mondo, appartenenti a diverse culture. Vi siete scambiati conoscenze, avete condiviso aspettative, avete dialogato con la città attraverso l’arte, la musica, l’informatica, lo sport”, ha aggiunto per spiegare la risposta alla sua domanda.
Per il Papa “la pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo” e nemmeno “da ciò che possediamo”, è invece in “ciò che con gioia sappiamo accogliere e condividere“.
“Comprare, ammassare, consumare, non basta. Abbiamo bisogno di alzare gli occhi – è l’esortazione del pontefice – di guardare in alto, alle cose di lassù, per renderci conto che tutto ha senso, tra le realtà del mondo, solo nella misura in cui serve a unirci a Dio e ai fratelli nella carità, facendo crescere in noi sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, di perdono e di pace”. Il messaggio di Prevost ai giovani è quello di condividere, di avere speranza, curiosità e scambiarsi conoscenza.