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Giovani e scuola iStock

Cosa pensano i giovani di scuola, registro elettronico e IA

Un'indagine ha svelato cosa pensano i giovani di scuola, intelligenza artificiale e molto altro: come vedono il loro futuro e quali sono le loro paure

4 min di lettura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

I giovani italiani hanno fiducia nella scuola? E come vedono il loro futuro? Cosa pensano dell’impatto che l’intelligenza artificiale avrà sulle loro vite? Qual è il loro rapporto con internet e i social? A queste e ad altre domande risponde un’indagine sugli stili di vita degli adolescenti italiani, che ha permesso di conoscere sogni e desideri, ma anche preoccupazioni e paure dei più giovani.

L’indagine sugli stili di vita degli adolescenti italiani

Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD, con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria, hanno pubblicato i dati dell’edizione 2026 dell'"Indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia", realizzata su un campione rappresentativo di 3.040 studenti con età compresa tra i 13 e i 19 anni, attraverso un questionario anonimo.

Il rapporto ha indagato quali siano le aspettative degli adolescenti per il loro futuro. Secondo quanto reso noto dagli ideatori del rapporto, il 78,8% degli intervistati crede che vivere in una società multiculturale e multietnica sia un’opportunità e un arricchimento, mentre il 73,3% condivide in pieno l’articolo 3 della Costituzione, dedicato all’uguaglianza di tutti i cittadini senza alcuna distinzione.

Ma cosa ne pensano, invece, della scuola, dell’intelligenza artificiale, dei social e del loro futuro?

Cosa pensano i giovani della scuola

Un dato incoraggiante riguarda l’aumento della percentuale di giovani che considera fondamentale una buona preparazione scolastica e universitaria: la percentuale è salita al 35%, contro il 22% del 2019.

Maurizio Tucci, Presidente di Laboratorio Adolescenza, ha spiegato che questo è un "segno che il martellante screditamento della cultura a cui abbiamo assistito negli ultimi anni non fa più presa e che le frequenti dimostrazioni di incompetenza anche di figure istituzionali importanti (che di scuola ne hanno probabilmente fatta poca) non crea più appeal".

Il 63,4% degli studenti intervistati, inoltre, pensa che la comunicazione sia buona con gli insegnanti, mentre il 57% si ritiene adeguatamente valutato: il 45% dei giovani che frequentano il liceo, invece, si considera sottovalutato, contro il 32% di tecnici e professionali.

Quale sarà l’impatto dell’IA secondo i ragazzi

Qual è l’opinione dei teenager sull’intelligenza artificiale? Il 38% è preoccupato per l’impatto che avrà sul futuro, mentre il 27% ritiene che i benefici saranno numerosi e un terzo non esprime un’opinione. Gli adolescenti intervistati usano comunque l’IA come aiuto nello studio: lo fa il 62% delle ragazze e il 57% dei ragazzi, con percentuali più alte tra gli studenti delle scuole superiori (68%) rispetto alle medie (39%).

Le conseguenze possono essere tante, come sottolineato dal sociologo Carlo Buzzi: "L’uso delle tecnologie digitali e le loro applicazioni finalizzate all’apprendimento necessitano cautela, riflessività e, in alcuni casi, anche diffidenza. Questo non solo perché così facendo, e pensando alla scuola, la preparazione degli studenti risulterà una sorta di gigante copia-incolla e quindi inevitabilmente meno approfondita, ma soprattutto perché, quando gli strumenti utilizzati diventano meno controllabili, il loro utilizzo rischia di perdere le funzioni di supporto per assumere ruoli ancora ignoti".

Spesso gli adolescenti usano i chatbot come se fossero amici o confidenti, con tutti i rischi che ne potrebbero derivare. Loredana Petrone, psicologa e psicoterapeuta dell’Università di Chieti, ha spiegato che confidarsi con l’intelligenza artificiale "mette innanzi tutto al riparo dal giudizio e dal rischio che la confidenza fatta possa in qualche modo rendere critica (se non compromettere) la relazione con l’interlocutore. Inoltre, aspetto che può apparire banale ma banale non è, l’IA è un interlocutore disponibile H24".

Il rapporto con internet e i social

Per quanto riguarda il rapporto con internet e i social, l’88% pubblica abitualmente story e reel sui propri profili per trovare nuovi follower, un aspetto molto importante per il 60% degli adolescenti: c’ è chi sogna di diventare influencer (45%) e chi più popolare nel gruppo dei pari.

Il 27% degli adolescenti (36% dei maschi) ha giocato d’azzardo online, aggirando i filtri. Per il 67% è giusto che alcuni siti siano obbligati ad accertare che solo i maggiorenni possano accedere, ma il 68% pensa che la misura non sarà efficace perché facilmente aggirabile. Il 27%, invece, ha partecipato o vuole partecipare a una challenge.

I giovani usano sempre di più i social per ottenere informazioni sulla salute: il 57% (65% delle ragazze) lo fa abitualmente e solo il 15% non lo fa mai. I social sono anche la prima fonte di informazione in merito a sessualità e organi genitali (41,5%): fonti "tradizionali" come le madri (12%) e il medico (2,4%) hanno percentuali molto basse.

Come vedono il futuro i ragazzi italiani

Il 70% degli adolescenti, inoltre, si dice preoccupato e incerto guardando al futuro, mentre il 65% è convinto che i giovani di 30 anni fa avessero davanti a loro un futuro migliore. A preoccupare di più sono le guerre (82,8%) e il degrado ambientale (72%). Per il 72,6% la salvaguardia dell’ambiente dipende dalle scelte dei Governi, mentre per l’80,8% anche i comportamenti individuali hanno un peso importante.

Gianni Bona, Presidente Onorario di Laboratorio Adolescenza, ha spiegato che dopo un’estate caratterizzata da ondate di caldo"è confortante che gli adolescenti mettano i problemi del cambiamento climatico e dell’inquinamento ambientale tra le principali preoccupazioni". Secondo l’esperto le nuove generazioni sono disposte ad agire tempestivamente con azioni concrete e condivise per rendere migliore il futuro.