Cosa significa slop e perché è la parola dell'anno 2025
Il prestigioso dizionario statunitense Merriam-Webster ha incoronato "slop" come parola dell'anno 2025: cosa significa e perché è stata scelta
Ogni anno i principali dizionari scelgono una parola capace di rappresentare al meglio i cambiamenti culturali e sociali del momento. Per il 2025, il Merriam-Webster, uno dei vocabolari statunitensi più autorevoli al mondo, ha selezionato “slop” come parola dell’anno. Ma cosa significa? In questo articolo spiegheremo perché è stata scelta questa espressione e quali altri termini hanno segnato il linguaggio contemporaneo secondo i dizionari internazionali.
- Significato di "slop", parola dell'anno per il dizionario Merriam-Webster
- Perché "slop" è la parola dell'anno 2025
- Quali sono le altre parole del 2025 scelte dai dizionari internazionali
Significato di “slop”, parola dell’anno per il dizionario Merriam-Webster
Il termine “slop” ha origini antiche nella lingua inglese e indicava inizialmente un liquido versato o un miscuglio poco appetibile. Letteralmente significa “brodaglia”, “pastone”, “fanghiglia” o “cibo scadente”. Negli ultimi tempi, “slop” ha assunto anche un nuovo significato, strettamente legato al mondo digitale e all’intelligenza artificiale.
Come spiegato dal Weeiam-Webster, che l’ha scelta come parola del 2025, oggi “slop” viene utilizzata per indicare un “contenuto digitale di bassa qualità, solitamente prodotto in quantità tramite l’intelligenza artificiale“.
Il termine ha una connotazione negativa: non si riferisce semplicemente a contenuti generati dall’IA, ma a quel materiale che rischia di saturare l’ecosistema informativo con enormi volumi di prodotti di scarso o nullo valore.
“L’ondata di spazzatura del 2025 includeva video assurdi, immagini pubblicitarie fuori contesto, propaganda scadente, fake news che sembrano vere, libri scadenti scritti da intelligenza artificiale, resoconti ‘di scarto’ che fanno perdere tempo ai colleghi… e un sacco di gatti parlanti. La gente li trovava fastidiosi e li divorava”, si legge nella spiegazione fornita dal Merriam-Webster.
Perché “slop” è la parola dell’anno 2025
“Come il fango e la melma, la parola ‘slop’ ha il suono umido di qualcosa che non si vuole toccare”, hanno spiegato dal Merriam-Webster. “Il significato originale del termine, nel Settecento, era ‘fango molle’. Nell’Ottocento diventò ‘scarto alimentare’, e successivamente assunse un’accezione più ampia di ‘spazzatura’ o ‘prodotto di scarso o nessun valore'”.
E ancora: “Nel 2025, in mezzo a tutti i discorsi sulle minacce dell’IA, ‘slop’ ha contribuito a rendere il discorso meno inquietante e più ironico. La parola lancia un piccolo messaggio all’IA: quando si tratta di sostituire la creatività umana, non sempre si dimostra così superintelligente”.
“È una parola estremamente evocativa”, ha spiegato il presidente del dizionario Greg Barlow, come riportato da Agi. “Fa parte di una tecnologia trasformativa come l’IA ed è qualcosa che le persone trovano allo stesso tempo affascinante, fastidiosa e un po’ ridicola”.
Come ricordato dal Merriam-Webster, è stato il Wall Street Journal a lanciare l’allarme. “AI slop is everywhere”, ha avvertito il quotidiano, pur riconoscendo con ironia di non disdegnare alcuni dei celebri video di gattini generati dall’intelligenza artificiale. Ancora più netto il giudizio di CNET, secondo cui “AI slop has turned social media into an antisocial wasteland”, ovvero l’AI slop “ha trasformato i social media in un deserto antisociale”.
Quali sono le altre parole del 2025 scelte dai dizionari internazionali
Anche le altre parole dell’anno scelte dai principali dizionari internazionali per il 2025 sono fortemente legate alla tecnologia e, in particolare, all’intelligenza artificiale.
Il Macquarie Dictionary, il principale vocabolario della lingua inglese australiana, ha incoronato “AI slop” come parola dell’anno, in linea con la scelta del Merriam-Webster.
L’Oxford Dictionary, il più importante dizionario storico della lingua inglese, ha invece puntato su “ragebait”. Traducibile come “esca della rabbia”, il termine indica contenuti online creati appositamente per provocare indignazione e reazioni emotive negli utenti.
Infine, il Collins Dictionary ha scelto “vibe coding”, un nuovo approccio alla programmazione che, grazie all’uso dell’IA, consente di trasformare il linguaggio naturale in codice informatico. Una pratica che ha aperto lo sviluppo di piattaforme digitali anche a chi non possiede competenze di programmazione.
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