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Cosa sono gli school tutor, la “sperimentazione unica in Italia iStock

Cosa sono gli school tutor: "Sperimentazione unica in Italia”

Il progetto ha l'obiettivo di contrastare bullismo e violenza di genere e ha coinvolto otto volontari che lavorano in collaborazione con la polizia

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Diverse scuole e comuni sono attivi nell’ideare e rendere operativi progetti di contrasto al bullismo e alla violenza di genere. A Modena, per esempio, sono in azione gli school tutor, otto volontari con il compito di monitorare e intervenire nei casi di bassa tensione oppure segnalare alle forze dell’ordine eventuali situazioni più gravi.

Cosa sono gli school tutor

L’amministrazione comunale di Modena ha reso operativo il progetto school tutoring, partito a settembre, che vede otto operatori, riconoscibili da un giubbino fluorescente, al lavoro davanti ad alcuni istituti scolastici della città negli orari più delicati.

Si tratta degli istituti superiori il polo Leonardo con le Selmi e Corni, le Wiligelmo e Guarini, il Barozzi e la sede del Corni in largo Aldo Moro.

Qui gli school tutor lavorano al fianco della Polizia locale per monitorare le aree scolastiche nei momenti più delicati della giornata, con l’obiettivo di prevenire bullismo, violenza giovanile e situazioni di tensione, garantendo maggiore sicurezza senza ricorrere a misure invasive e favorendo un clima di fiducia e responsabilità tra studenti, famiglie e istituzioni.

Gli school tutor, che sono divisi in quattro pattuglie, sono in servizio dal lunedì al sabato dalle 11.30 alle 14.30, e sono coordinati dalla polizia locale.

L’investimento per gli school tutor

Il servizio è finanziato dal Comune, come riporta La Repubblica, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha spiegato che il progetto “ha lo scopo di garantire maggiore sicurezza per gli studenti modenesi” e ha potuto contare su un nuovo investimento da 60mila euro.

Lo school tutoring è partito a settembre con il presidio fisso e pattugliamenti mobili della polizia locale nella zona dell’autostazione e negli istituti ritenuti più sensibili. Prevede anche collaborazioni con le associazioni di volontariato e l’educativa di strada per avere “ulteriori occhi attenti fuori dai plessi scolastici e in prossimità di parchi, stazioni e fermate dei mezzi pubblici”, e agire anche in chiave preventiva attraverso campagne di educazione civica e incontri formativi con gli studenti sui temi della legalità.

Cosa dicono gli school tutor

A Il Resto del Carlino lo school tutor Fabio Secchi ha detto che per ricoprire il ruolo, gli otto volontari hanno “seguito una formazione specifica di circa 90 ore per riconoscere le situazioni di rischio e intervenire in modo preventivo”.

“In caso di tensioni o risse – ha aggiunto – cerchiamo di evitare che si arrivi alle mani e, se necessario, interveniamo separando le persone e contattando le forze dell’ordine“.

“Noi svolgiamo una funzione di deterrenza – ha spiegato Roberta Libra, un’altra school tutor – la nostra presenza, riconoscibile e sostenuta dalla Polizia locale, aiuta a prevenire situazioni di tensione. L’obiettivo resta la prevenzione: essere visibili, rassicuranti e contribuire a mantenere un clima di maggiore controllo e rispetto, con interventi di questo tipo i ragazzi si sentono più controllati”.

Con il progetto si cerca di disincentivare episodi di prevaricazione tra coetanei e rendere più sicuro il territorio, soprattutto nelle aree più a rischio o dove c’è un’alta concentrazione di giovani e minori, in modo da evitare casi di violenza giovanile e permettere agli studenti di andare a scuola più sereni.