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attacco di USA e Israele all'Iran Ansa

Cosa succede tra Iran, Usa e Israele: lezione del prof di Storia

La situazione tra Iran, Usa e Israele è sempre più tesa: un professore universitario di Storia ha spiegato qual è l'attuale scenario internazionale

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

La situazione internazionale è sempre più delicata. Cosa sta succedendo tra Iran, Usa e Israele? E cosa dobbiamo aspettarci dopo l’attacco "preventivo" che Tel Aviv ha organizzato contro Teheran? Un professore universitario di Storia prova a spiegare con semplicità quello che sta accadendo in Medio Oriente, alla luce delle ultime notizie che riguardano questo nuovo fronte di tensione nel mondo.

Riccardo Redaelli spiega l’attacco di USA e Israele all’Iran

Riccardo Redaelli, professore ordinario di Storia e istituzioni dell’Asia presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, a NewHome ha spiegato la situazione che si è venuta a creare tra Usa, Israele e Iran.

Il docente, che insegna anche Geopolitica e Post Conflict e gestione delle emergenze, ha innanzitutto detto che il termine "preventivo" usato dallo Stato ebraico non è corretto: "Di preventivo non c’è nulla, dal momento che l’Iran non stava attaccando Israele o pianificando di farlo. Anzi, stava trattando con gli Stati Uniti per ridurre il proprio programma nucleare. Parlerei, quindi, di un attacco deliberato da parte di Israele. Non tanto al citato programma nucleare o a quello missilistico, ma agli uomini".

Il professore universitario ha spiegato che Israele ha predisposto "l’assassinio sistematico dei vertici della Repubblica islamica dell’Iran". Se da un lato gli statunitensi "stanno colpendo le infrastrutture militari", gli israeliani "stanno dando la caccia alla dirigenza. A cominciare da Khamenei. Il fatto che, ora, sembra che Israele possa colpire indiscriminatamente tutte le figure politiche e militari del Paese mi porta a dire che anche gli Stati Uniti vogliano il cosiddetto regime change".

L’attacco secondo Riccardo Redaelli è stato "pesantissimo e poco mirato", visto che ci sarebbero "decine di morti in una scuola. Oltre a centinaia di siti colpiti". Il piano di Washington ("anche se, con Donald Trump, parlare di strategie è complicato considerando che l’uomo è volatile") è quello di andare "al traino di Israele in quella che, appunto, è una decapitazione sistematica dei vertici iraniani. Non è detto che avvenga il regime change, considerando che il sistema è radicato e che, da tempo, gli stessi vertici hanno delegato molti poteri e duplicato i centri di comando", ha poi aggiunto.

Cosa potrebbe succedere in Iran secondo il professore

In Iran "il regime è odiato dall’80% della popolazione ed è stato definito, da qualcuno, un regime zombie. Un regime che ha fallito a tutti i livelli: politico, economico, sociale. Se i danni collaterali fossero estesi, forse, le simpatie verso gli Stati Uniti diminuirebbero, ma il problema alla radice è un altro". Il professore universitario è convinto che l'"eliminazione di Khamenei fa il gioco dei Pasdaran. Perché togliere l’unica persona in grado di porre un freno alle Guardie della Rivoluzione?".

Riccardo Redaelli si chiede ora "chi potrebbe governare", perché "un conto è cercare di uccidere i radicali per favorire l’ascesa dei democratici, o dei moderati per garantire una transizione. Ma qui, beh, mi pare che Israele voglia agire contro tutti". Si chiede anche quale sia l’opposizione che potrebbe prendere il potere: "Israele e Stati Uniti spingono per Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià, ma non ha una struttura, non ha un’amministrazione e non ha mai condannato i crimini commessi dal padre, un dittatore criminale e crudele". Al momento lui non vede "un’opposizione organizzata in grado di gestirsi, a meno che l’obiettivo non sia sfasciare l’Iran e portarlo nel marasma. Ma non mi sembra una strategia molto intelligente".

Quanto può espandersi la guerra secondo il docente

La Svizzera si è messa a disposizione della parti per cercare di risolvere la situazione e per il docente dell’Università Sacro Cuore di Milano è un’ottima notizia, perché "la diplomazia deve sempre avere un ruolo, anche se il mondo sta tornando alla legge della giungla". Berna continua a ricordare il diritto internazionale che "in questo momento è stato calpestato. Per l’ennesima volta", ha sottolineato il docente.

Ma quanto può espandersi questa guerra? Al momento secondo il docente non ci sono certezze su "quanto andrà avanti. A un certo punto, bisognerà comunque parlarsi e, quindi, è bene che rimangano dei canali aperti".