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Così le scuole vieteranno gli smartphone da settembre: le regole

Ecco come anche le scuole superiori vieteranno gli smartphone in classe: tutto sulle nuove regole degli istituti italiani in vigore da settembre

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Parte da settembre il divieto degli smartphone anche alle scuole superiori, come stabilito da una nota firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Dagli armadietti alle sanzioni: in questo articolo parleremo delle nuove regole previste negli istituti italiani.

Come le scuole superiori vieteranno gli smartphone

Dopo lo stop fino alle scuole medie, in vigore già dallo scorso anno scolastico, con la nota ministeriale 5274/2025 il ministro Valditara ha vietato l’uso del cellulare durante l’orario scolastico anche alle superiori. La nuova normativa sarà operativa a partire da settembre con la riapertura delle scuole.

Il provvedimento ministeriale ha imposto solo il divieto, lasciando ai singoli istituti il compito di prevedere le misure necessarie per farlo rispettare e le sanzioni per i trasgressori. Così ogni dirigente scolastico ha dovuto aggiornare i regolamenti d’istituto in base alle nuove indicazioni del MIM.

Le strategie adottate dalle scuole italiane sono diverse. In molte si è deciso di diversificare il tipo di infrazione e le relative sanzioni, che crescono in base alla gravità del comportamento e alla recidiva: si va dal semplice richiamo alla sospensione.

Divieto cellulari, le nuove regole nelle scuole da settembre

Al Liceo artistico Galvani di Pordenone, come riportato da Open, il divieto riguarda anche gli smartwatch. Qui i dispositivi dovranno essere consegnati spenti all’inizio della prima ora di lezione e verranno restituiti solo al termine dell’ultima. Questo approccio è esteso anche ai rientri pomeridiani. L’unica eccezione riguarda le gite scolastiche, quando gli studenti potranno tenere con sé il cellulare, che dovrà comunque restare spento durante le attività didattiche.

All’Istituto Giordani in provincia di Foggia, gli studenti dovranno riporre i dispositivi negli armadietti o negli zaini, senza possibilità di usarli se non su autorizzazione.

Per quanto riguarda le sanzioni, in molti istituti si è optato per un approccio progressivo in base alla gravità del comportamento che passa dal semplice richiamo verbale alle sospensioni.

Ad esempio, all’Istituto comprensivo Elena Corner di Fossò e Vigonovo (Venezia), la prima volta che uno studente viene sorpreso con il cellulare sul banco riceve un richiamo a voce. Se il comportamento si ripete, scatta un’annotazione sul registro. L’uso attivo del dispositivo per chiamate, messaggi, giochi o musica comporta invece conseguenze più immediate e severe: già al primo episodio si rischiano note disciplinari e la convocazione della famiglia. E in caso di recidiva può essere disposta una sospensione da uno a cinque giorni. Le sanzioni più severe sono previste per chi diffonde foto e video sui social network, con la possibilità di arrivare a una sospensione fino a 15 giorni.

Alcuni istituti avevano già un proprio regolamento in vigore per limitare l’uso dei cellulari in classe, come la scuola superiore Valceresio di Varese e l’Istituto comprensivo di Pegognaga (Mantova). Al Valceresio, il semplice fatto di ricevere notifiche o chiamate comporta richiami progressivi, mentre per l’uso attivo dello smartphone durante le lezioni è prevista la sospensione fino a due giorni. A Pegognaga, le sanzioni sono ancora più rigide e, in caso di recidiva, possono includere il ritiro del dispositivo, il divieto di partecipare alle gite e la partecipazione ad attività di utilità sociale.

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