Così sarà la scuola in Italia nel 2050: la previsione
Un rapporto ha svelato come potrebbe diventare la scuola in Italia nel 2050, secondo l'attuale situazione che abbiamo nel sistema scolastico
Come sarà la scuola del futuro in Italia? Questa è la domanda che si pongono molti esperti, analizzando la situazione attuale e cercando di fare una proiezione di come il sistema scolastico potrà cambiare nel futuro più prossimo. In particolare, un rapporto ci ha svelato come sarà la scuola in Italia nel 2050: le classi saranno più piccole, lo spopolamento a scuola sarà più evidente e la tecnologia sarà sempre più presente.
Il rapporto Indire su come sarà la scuola nel 2050
“Anticipare per governare il cambiamento, il sistema di istruzione di fronte alle sfide del cambiamento generazionale” è il documento che Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) ha redatto per spiegare come sarà la scuola italiana nel futuro più prossimo. Si tratta di un rapporto che analizza la situazione attuale, per disegnare la scuola del futuro e trovare modelli educativi che possano essere in linea con i cambiamenti e le trasformazioni che il nostro Paese sta attraversando.
Secondo questo rapporto, nel 2050 in Italia ci saranno meno bambini a scuola e più adulti, a causa del calo demografico che già sta ridisegnando l’aspetto delle classi delle scuole italiane. Alcuni istituti potrebbero chiudere per mancanza di studenti, nelle aree a più alto rischio spopolamento, oppure potrebbero reinventare un nuovo modello di istruzione, che segue i cambiamenti del Paese.
Le scuole estese, ad esempio, sono già oggi una realtà innovativa: sono le scuole di prossimità, che altro non sono che spazi fisici e virtuali con diverse modalità di apprendimento che si basano su collaborazioni tra scuola, enti locali e associazioni, per rendere sostenibili economicamente le scuole, assicurando sempre un’ottima qualità di insegnamento.
Il fenomeno dello spopolamento delle classi
In Italia i dati sullo spopolamento sono preoccupanti: dal 2013 al 2023 i bambini da 0 a 5 anni sono passati da 3,3 milioni a 2,5. Dal 2015 al 2025 abbiamo perso quasi mezzo milione di iscritti a scuola: solo l’aumento degli studenti stranieri (+19,1) ha evitato cifre ben peggiori.
Sono state soprattutto le scuole del Sud ad aver perso più di uno studente italiano su dieci (-12,5 per cento), mentre gli alunni stranieri sono aumentati del 30%.
Nelle scuole dell’infanzia è iniziato a scendere anche il numero di bambini stranieri, (-0,7 per cento). Alla scuola primaria, invece, in nove anni abbiamo perso tre studenti ogni venti (-13,5%). Meglio alle scuole superiori, dove è stato registrato un timido aumento (+0,7 per cento), grazie a un maggior numero di stranieri iscritti (+23,6) e a una diminuzione contenuta dell’1% degli italiani.
Dal 2016 le sedi scolastiche sono passate da 41.284 a 40.074: quasi 1.200 scuole hanno dovuto chiudere per “mancanza di studenti”. Le piccole scuole, con meno di 125 studenti alle elementari e di 75 alle medie, sono 12mila, più di un quarto delle sedi scolastiche. La metà di queste si trova nelle aree interne, in Comuni che rischiano di diventare fantasma. Una piccola scuola su cinque ha le pluriclassi (alle elementari sono il 20%, mentre dieci anni fa erano meno del 15%).
La tecnologia sarà più presente a scuola
Secondo il rapporto Indire, la scuola del futuro potrebbe essere sempre più tecnologica. L’integrazione dell’IA nell’insegnamento potrebbe essere ben presto una realtà fondata: il personale docente ha bisogno di una formazione per apprendere tutte le novità digitali e gli strumenti di didattica innovativa, utili in ogni fase dell’apprendimento e dell’insegnamento.
L’accelerazione tecnologia, oltre allo spopolamento delle classi e all’introduzione di nuovi modelli di “sistema classe”, rappresenta una delle sfide più importanti per la scuola italiana.
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