Costituente e discorso di Saragat nelle tracce alla Maturità 2026
Una delle tracce della prima prova scritta della Maturità (testo argomentativo), è dedicata al discorso di Saragat all'Assemblea Costituente
Per quello che riguarda, invece, una delle tracce della prima prova scritta della Maturità 2026, da svolgere come testo argomentativo, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha scelto il discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente. Si tratta di un momento cruciale della storia del nostro Paese, che porta la data del 26 giugno 1946.
Chi era Giuseppe Saragat
Giuseppe Efisio Giovanni Saragat è nato a Torino il 19 settembre 1898 ed è morto a Roma l’11 giugno 1988. Politico e diplomatico, è stato il quinto Presidente della Repubblica Italiana, dal 1964 al 1971. Nel secondo dopoguerra è stato un grande protagonista della politica italiana: è stato anche Presidente dell’Assemblea Costituente, vicepresidente del Consiglio dei ministri, Ministro degli Affari Esteri e anche ambasciatore a Parigi. Da Presidente del Consiglio ha dato l’incarico a quattro premier: Aldo Moro, Giovanni Leone, Mariano Rumor, Emilio Colombo.
Diplomato in Ragioneria all’Istituto Sommelier e soldato della prima guerra mondiale, ha conseguito nel 1920 la laurea in scienze economiche e commerciali, con una tesi sul porto di Rotterdam. Ha svolto le attività di contabile presso la Banca Commerciale Italiana, di poligrafo e anche di giornalista. Ha iniziato ad occuparsi di politica, aderendo al socialismo, nel 1922. Durante la seconda guerra mondiale ha fatto parte della Resistenza e in seguito ha partecipato alla nastica della Repubblica Italiana.
Il discorso di insediamento di Saragat all’Assemblea Costituente
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha scelto come traccia della prima prova scritta della Maturità 2026, per quello che riguarda la Tipologia B, Analisi e produzione di un testo argomentativo, una parte del discorso di insediamento dell’Assemblea Costituente. Si tratta di parole pronunciate da Giuseppe Saragat nella seduta del 26 giugno 1946 presso la Camera dei Deputati.
La scelta del MIM non è un caso: proprio nel 2026 abbiamo celebrato l’80esimo anniversario del referendum istituzionale del 1946, che ha chiamato tutti i cittadini italiani, donne comprese per la prima volta, a scegliere tra la Monarchia e la Repubblica. Ma è anche l’anniversario dell’insediamento dell’Assemblea Costituente, che ha dato vita alla nostra Costituzione, pilastro della Repubblica Italiana.
All’Adnkronos Ernestina Saragat, figlia 98enne dell’ex presidente, ha accolto con felicità e orgoglio la notizia che il discorso di insediamento del padre alla Costituente era stato scelto per una delle tracce della Maturità. "È una scelta che mi fa molto piacere, direi una scelta magnifica. È senz’altro positivo che un discorso così alto e importante di mio padre, pronunciato agli esordi della Repubblica, sia stato portato all’attenzione degli studenti. Il suo messaggio era importante allora e lo è ancora oggi".
Per la famiglia è un grande onore: "Ne siamo molto felici, anche perché è un testo bello e molto attuale. Siamo orgogliosi del discorso di nostro nonno", hanno detto i nipoti di Giuseppe Saragat, Augusto, Giuseppina e Pietro Santacatterina, figli di Ernestina, aggiungendo poi: "Questo tema della maturità, speriamo, offra l’opportunità di riscoprire la figura di nostro nonno, che per noi familiari è sempre presente ed è un punto di riferimento. Siamo molto felici di questa scelta anche per nostra madre, che affiancò il padre nelle visite ufficiali dal 1964 al 1971, dato che quando divenne presidente della Repubblica nostra nonna Giuseppina Bollani era già deceduta da oltre tre anni. Nostro nonno è sempre nei nostri pensieri".
La traccia sul discorso di Saragat alla Costituente alla Maturità 2026
Qui di seguito riportiamo il testo della traccia che i maturandi hanno potuto leggere nel primo giorno della Maturità 2026: ecco il discorso sul quale riflettere nella prima prova scritta, in un testo argomentativo guidato da diverse domande proposte dal MIM.
«Senza l’adesione di tutto il popolo ai principi della democrazia politica, non soltanto non è possibile alcun progresso umano, ma le stesse conquiste legateci da secoli di storia sono insidiate e minacciate di rovina. Voi, eletti dal popolo, riuniti in questa Assemblea sovrana, dovete sentire l’immensa dignità della vostra missione. A voi tocca dare un volto alla Repubblica, un’anima alla democrazia, una voce eloquente alla libertà.
Dietro a voi sono le sofferenze di milioni di italiani; dinanzi a voi le speranze di tutta la Nazione.
Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano. Ricordatevi che la democrazia non è soltanto un rapporto fra maggioranza e minoranza, non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presidio di quello sovrano della Nazione, ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani, essa non è che la maschera di una nuova tirannide. (Applausi).
Ecco perché, oltre che sui problemi della struttura politica dello Stato repubblicano, voi vi piegherete su quello della struttura sociale del Paese.
Nel grande moto che spinge le classi diseredate a rivendicare un destino meno iniquo voi non vedrete una minaccia per la libertà, ma, al contrario, la forza motrice del progresso, solo che venga disciplinato dalla saggezza dei legislatori e non venga ostacolato dall’egoismo dei ceti privilegiati. (Applausi).
Nella Repubblica democratica la libertà politica e la giustizia sociale trovano il terreno su cui possono integrarsi in una sintesi armoniosa. Tutta la vostra saggezza di legislatori sarà quindi orientata alla ricerca della formulazione più efficace atta a tradurre in termini concreti queste esigenze fondamentali di ogni consorzio civile ed a favorirne la pratica realizzazione.
Se vi porrete su questo piano, le divergenze ideologiche che possono sussistere tra di voi si concilieranno nell’ambito dei diritti imprescrittibili della persona umana e delle società naturali in cui essa vive.
Egualmente la concretezza di questi diritti riceverà possente rilievo dalla loro correlazione con le norme che voi elaborerete intorno ai fondamenti strutturali dello Stato repubblicano, avendo presente che la democrazia si crea nella misura in cui la separazione fra il popolo e l’apparato dei pubblici poteri progressivamente scompare.
Ma, oltre all’elaborazione delle leggi fondamentali dello Stato repubblicano, altri doveri vi sovrastano. In primo luogo quello di offrire al Paese, pur nelle necessarie e feconde divergenze, l’esempio della concordia e del più alto civismo. Poiché, più che dalle leggi scritte nei testi fondamentali, la democrazia diviene una realtà vivente ad opera del costume che si stabilisce fra gli uomini. E se è vero che questo costume è condizionato dalla situazione economica e sociale di un’epoca determinata, non è men vero che la coscienza reagisce per trasformarlo portandolo ad un livello più alto.
Alla volontà di potenza, scaturente dall’egoismo sfrenato dei singoli e dei gruppi politici ottusi al senso della libertà, voi opporrete la potenza della volontà libera, imponendo a voi stessi i limiti invalicabili segnati dalla coscienza morale. […]
Onorevoli colleghi, con l’instaurazione della Repubblica italiana si inizia un periodo nuovo nella storia del nostro Paese.
Una pesante eredità di miserie e di dolori grava sul nostro presente, ma anche lo illumina un passato di gloria imperitura.
Per diradare la grigia penombra da cui siamo circondati, leviamo sempre più alta la fiamma della libertà e della giustizia. Alla sua vivida luce noi scorgeremo, sino ai limiti del più lontano orizzonte, la strada per cui si avvia la Patria risorta.
È un cammino aspro, irto di ostacoli, ma che sale verso libere altezze.
Sorreggiamola come figli devoti in questa marcia in avanti, docili ai suoi cenni materni, fedeli alla sua volontà sovrana. Viva la Repubblica italiana! Viva l’Italia!»
La traccia del MIM sul discorso di Saragat alla Costituente
La traccia della prima prova scritta della Maturità dedicata a Giuseppe Saragat invita i maturandi a comprendere il testo proposto e a farne un’analisi, seguendo le domande proposte: si può rispondere punto per punto o fare un discorso unico che affronti tutti gli spunti di riflessione presentati.
1. Riassumi il contenuto del brano proposto nei suoi snodi tematici essenziali.
2. Individua quali sono gli ‘altri doveri’ che, a giudizio di Giuseppe Saragat (1898-1988), ‘sovrastano’ l’Assemblea Costituente.
3. Per quale motivo la democrazia ‘è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo’?
4. A quali eventi si riferisce, a tuo giudizio, Saragat con l’espressione la ‘pesante eredità di miserie e di dolori’?
Dopo aver risposto a queste domande, i candidati e le candidate sono invitati a fare un ulteriore approfondimento sul tema:
Sulla base degli spunti di riflessione offerti dal testo proposto, delle tue letture e conoscenze sull’argomento, elabora un testo coerente e coeso sul tema della democrazia, anche facendo riferimento alle argomentazioni sviluppate da Saragat nel suo discorso
Tutte altre tracce della prima prova scritta alla Maturità 2026
Qui di seguito gli approfondimenti di tutte le tracce della prima prova scritta alla Maturità 2026:
- "Passerò per Piazza di Spagna" di Cesare Pavese (analisi del testo 1 – Tipologia A)
- "I piaceri" di Vitaliano Brancati (analisi del testo 2 – Tipologia A)
- Discorso d’insediamento del presidente Giuseppe Saragat all’assemblea Costituente (testo argomentativo – Tipologia B1)
- Estratto dal testo "I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere" di Frank Furedi (testo argomentativo)
- Estratto dal libro "Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere e farsi capire" di Piero Bianucci (testo argomentativo)
- Estratto dal libro "Alzarsi all’alba" di Mario Calabresi (attualità)
- Estratto dal testo "Funziona a meraviglia" di Wenke Husman (attualità)