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Crans-Montana, sfogo di Galiano: "Che vi hanno fatto i giovani?"

"Che vi hanno fatto i giovani?": lo sfogo del prof Enrico Galiano sull'incendio a Crans-Montana in Svizzera dove hanno perso la vita 40 ragazzi

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

L’incendio nella discoteca Le Constellation a Crans-Montana (Svizzera), in cui hanno perso la vita quaranta ragazzi di cui sei italiani, ha scosso l’opinione pubblica e il mondo della scuola. Sulla vicenda è intervenuto anche il prof e scrittore Enrico Galiano, che sui social ha condiviso un duro sfogo contro chi giudica il comportamento dei giovani coinvolti nella vicenda: “Che vi hanno fatto i giovani?”. Parole che risuonano come un richiamo alla responsabilità collettiva, in un momento in cui al dolore si può rispondere solo con il silenzio e la solidarietà.

Lo sfogo di prof Galiano sui giovani morti a Crans-Montana

Di fronte alle reazioni apparse sui social dopo la tragedia di Crans-Montana, Enrico Galiano ha scelto di intervenire con un lungo post che è diventato in poche ore uno dei messaggi più condivisi e commentati. Il professore ha espresso incredulità e amarezza per la durezza con cui alcuni hanno commentato la vicenda, trasformando un lutto collettivo in un’occasione per giudicare e accusare.

Il suo sfogo si apre con una domanda ripetuta lungo tutto il post: “Ma io dico, come fate?”. Galiano denuncia la facilità con cui molti si improvvisano esperti di tutto, pronti a dispensare sentenze: “Come fate a ergervi sempre a giudici di questo e di quello, a sapere sempre cosa è giusto e cosa è sbagliato. Come fate a dare tutti quei buoni consigli, a scagliarvi con tutta quella rabbia contro ogni cattivo esempio”. Una critica che non riguarda solo la tragedia in sé, ma un atteggiamento diffuso, che emerge ogni volta che i giovani sono coinvolti in fatti di cronaca.

Il docente ha proseguito: “Come fate ad avere rimosso tutta quell’incoscienza, quella totale assenza di senso del pericolo, quella fame di vita che ti fa ignorare qualsiasi possibilità di morte Come fate? Come ci può stare, dentro di voi, tutto quel fiume di livore contro i più giovani, che cosa vi hanno fatto, che colpa possono mai avere”.

Il suo appello finale è un invito al silenzio: “Come fate a non fare silenzio, ora che silenzio è l’unica cosa che si può fare? Come fate a non declinarlo almeno in parola di conforto, ora che lo sconforto ha tolto tutte le parole?”. Un monito che suona come una richiesta di responsabilità collettiva, un invito a sospendere il giudizio e lasciare spazio solo alla compassione.

Minuto di silenzio a scuola per gli studenti morti a Crans-Montana

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato che mercoledì 7 gennaio tutte le scuole italiane osserveranno un minuto di silenzio in memoria degli studenti morti nell’incendio di Crans-Montana.

“In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione”, ha dichiarato il ministro.

Valditara ha aggiunto che il minuto di silenzio vuole essere un modo per “ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio”.

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