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Crepet: "A Natale spegnete il cellulare". E consiglia un gioco

In vista del Natale, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet invita i giovani a spegnere il cellulare e consiglia un gioco da fare in famiglia

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il noto psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha lanciato un invito ai giovani: “A Natale spegnete il cellulare”. Un gesto che, secondo lui, può restituire autenticità alle relazioni familiari e ridare valore al tempo condiviso. E per rendere più concreto questo messaggio, Crepet consiglia un gioco tradizionale, capace di unire generazioni e stimolare la convivialità.

I consigli per il Natale di Crepet: “Niente cellulare e fate questo gioco”

In un mondo dominato dalla tecnologia, spegnere il cellulare è il primo atto rivoluzionario che si può compiere. Ne è convinto Paolo Crepet, che in vista del Natale ha dato un consiglio ai giovani su come trascorrere le feste. “Adesso che arriva Natale comprate gli Shangai, spegnete i cellulari e giocateci con il nonno. Perché così c’è uno scambio vero”, ha detto lo psichiatra in un’intervista al Tirreno.

Dunque, la ricetta di Crepet per vivere un Natale autentico è abbandonare gli smartphone e riscoprire giochi semplici da fare in famiglia. Per questo, il riferimento allo Shangai, il classico gioco dei bastoncini, non è casuale. Per l’esperto rappresenta un simbolo di semplicità e di contatto umano: un passatempo che non richiede tecnologia, ma attenzione, pazienza e soprattutto la presenza degli altri. Giocare insieme diventa così un antidoto alla solitudine digitale e un modo per riscoprire il piacere della relazione diretta.

Il suo invito si inserisce in un discorso più ampio: Crepet critica il conformismo e l’omologazione culturale, sottolineando come la tecnologia rischi di sostituire l’intelligenza e la creatività umana. Nel corso dell’intervista parla dell’IA come “una evidente condanna dell’intelligenza umana” e del politicamente corretto come “una sorta di gabbia culturale che ci allena a non reagire”.

In questo contesto, la soluzione di Crepet è “comprare libri e ragionare con la propria testa“. E, per Natale, abbandonare i cellulari e tornare a giocare in famiglia. Le festività natalizie, con la loro dimensione familiare e comunitaria, secondo lo psichiatra diventano il momento ideale per ribaltare questa tendenza e tornare a gesti semplici, ma significativi.

Cos’ha detto Crepet (prima di Natale) sui regali ai figli

Intervistato da Damiano Realini a Lo Specchio sul canale YouTube RSI Info, Paolo Crepet ha fatto una lunga riflessione sul rapporto tra genitori e figli, parlando anche dei regali che le mamme e i papà fanno ai loro bambini. La sua denuncia è arrivata a pochi giorni da Natale, il 17 dicembre.

Richiamando la celebre canzone Stairway to Heaven dei Led Zeppelin, Crepet ha messo in guardia da una deriva educativa: non tutto si può comprare, e il valore delle cose non coincide con il loro prezzo.

Il giornalista Realini ha sintetizzato così il pensiero dello psichiatra: “Quindi i problemi sono arrivati con l’agio, cioè noi compriamo tutto ai nostri figli, anche la scala per il cielo. Pensiamo di poterla comprare davanti a uno scaffale dove tutto è confezionato”. Crepet ha confermato: “Ma certo”.

In vista del Natale, Crepet invita i genitori a non trasformare ogni richiesta dei figli in un acquisto immediato. Come ha più volte ribadito, infatti, è proprio nella mancanza che nascono il desiderio, l’immaginazione e quella creatività che aiuta i giovani a crescere.

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