Crepet: "Abbiamo 'Ibizzato' l'Italia". Sfogo su genitori e figli
Lo sfogo dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet sul rapporto genitori-figli e la dura critica alla società di oggi: "Abbiamo 'Ibizzato' l'Italia"
“Abbiamo ‘Ibizzato’ l’Italia“. Così il noto psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha lanciato l’ennesimo allarme sullo stato della società contemporanea. La sua critica punta il dito contro un sistema valoriale che si sta sgretolando, relegando la cultura e le relazioni a un ruolo sempre più marginale. In questo contesto, secondo il professore, anche la famiglia sta abdicando al suo compito educativo, con i genitori che non sono più in grado di dare “esempi positivi” ai loro figli. Lo sfogo di Crepet è un atto d’accusa contro un modello sociale che, a suo avviso, ha smarrito il senso della responsabilità e dell’autenticità.
Perché “abbiamo ‘Ibizzato’ l’Italia” per Crepet
“Sta cambiando il mondo, ma in peggio“. A parlare è Paolo Crepet che, in un’intervista rilasciata a Il Centro, ha lanciato una dura critica alla società di oggi. “Abbiamo ‘Ibizzato’ il Paese, perché l’estate senza movida è brutta, quindi extrasistole da giugno a settembre”.
Lo psichiatra ha descritto una società che vive costantemente in mezzo al frastuono, in un’eterna “movida” che non lascia spazio al silenzio, alla riflessione e, soprattutto, al dialogo. Nelle città, ha detto Crepet, vige il “deserto letterario e culturale“: i tradizionali centri di aggregazione, come i negozi di quartiere, le osterie e i circoli, sono stati sostituiti da “baretti con la musica sparata”. E “nel rumore non si parla”, ha precisato.
“È lo specchio di una società malata – ha proseguito l’esperto -. Di un mondo di rincogli****i, orrendo, terrificante“.
In questo contesto, “i ragazzi sono l’emblema della solitudine, alla ricerca spasmodica di consenso e di qualcosa da copiare”, ha osservato. “Prima vanno al bar, poi cercano altro, qualcosa di artificiale o di artificioso. E i più deboli, che soccombono, paradossalmente sono i più aggressivi”.
Crepet ha espresso il suo pessimismo anche per il prossimo futuro: “C’è speranza di tornare indietro? Francamente non credo”. Il cambiamento, a suo avviso, non sarà possibile finché si continuerà “a chattare” e a ricercare “follower”. Al contrario, secondo Crepet sarebbe necessario riscoprire attività semplici e lontane dal web, come “fare il miele, dipingere, intrecciare bambù, passeggiare nella natura”.
Lo sfogo di Paolo Crepet su genitori e figli
Durante l’intervista, Paolo Crepet ha affrontato anche il tema del rapporto tra genitori e figli, evidenziando come questo sia profondamente cambiato nel corso del tempo. Secondo lo psichiatra, i genitori, che dovrebbero rappresentare un punto di riferimento per le nuove generazioni, oggi sono spesso i primi a non dare il buon esempio: invece di “leggere, studiare e lasciare il telefono a cena”, sono “sempre con lo smartphone sull’orecchio ad ascoltare i messaggi“.
Parlando dei giovani d’oggi, ha aggiunto: “Si beve, ci si sballa, ma non credo che tutto questo ai genitori piace. Eppure, se un ragazzo torna a casa ubriaco fradicio i genitori dicono: al prossimo compleanno bevi meno“.
Per Crepet, il problema è che “manca l’autorevolezza dei genitori, della famiglia”, ma anche “degli insegnanti, delle istituzioni”. In questo contesto, i giovani “si identificano nel nulla”, diventando “automi in mezzo al frastuono”, privi di una guida e di una visione per il futuro.
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