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Crepet ai giovani: "Buttatevi". E racconta lo scontro con un papà

"Buttatevi": il messaggio di Crepet ai giovani e il racconto sullo scontro con un papà, irritato dai consigli che lo psichiatra aveva dato alla figlia

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Paolo Crepet lancia un messaggio ai giovani: “Buttatevi“. Il noto psichiatra spiega perché è importante imparare a rischiare e uscire dalla comfort zone insistendo su un punto: la violenza, l’apatia, la paura che vivono molti ragazzi nascono dal vuoto. E quel vuoto, dice, spesso è il risultato di adulti che non offrono alternative, non mostrano il mondo, non testimoniano il coraggio. Nel suo racconto, Crepet denuncia una mancanza di orizzonti e invita le nuove generazioni a cercare la propria strada senza farsi frenare. Un invito che lo ha portato anche allo scontro con un papà, infastidito dai consigli che l’esperto aveva dato a sua figlia.

Il messaggio ai giovani di Crepet: “Il rischio è benessere”

Ospite del podcast Supernova condotto da Alessandro Cattelan, dopo aver riflettuto sul ruolo della scuola, Paolo Crepet ha affrontato il tema della violenza giovanile. “Chi è violento non ha un’idea“, ha affermato lo psichiatra, sottolineando che l’aggressività nasce dall’assenza di un progetto. E ha chiamato in causa gli adulti, a suo avviso troppo spesso incapaci di trasmettere esperienze, di raccontare il mondo e mostrare possibilità alle nuove generazioni.

“Se non ti dico ‘potresti andare a lavorare ad Amsterdam, guarda che è una città pazzesca, ci sono un sacco di ragazzi’. Se non ti racconto di quando io ci sono andato. Se un padre non è andato da nessuna parte e parla solo con Alexa, complicata la vita eh – ha commentato Crepet -. È anche nostra responsabilità aprire il mondo“. Perché solo quando capisci che “il mondo è grande” allora “cerchi i maestri che quel mondo l’hanno navigato”. Altrimenti “con chi fai riferimento?”, ha aggiunto.

Il problema, secondo Crepet, è che “noi (adulti) non abbiamo insegnato (ai giovani) che il rischio è benessere“. Per spiegare il suo punto di vista, ha citato un episodio personale legato a Ornella Vanoni. Nel corso della loro ultima telefonata, la cantante gli avanzò la richiesta di portarla in un liceo per raccontare alle ragazze “chi sono stata”. E quando lui gli chiese cosa volesse dire, lei rispose: “Una ragazza che si è buttata nel fuoco“.

Da qui il suo messaggio ai giovani: “Non sto dicendo che ti devi buttare dal settimo piano. Sto dicendo che devi rischiare per volere la tua vita. Non ti va bene più Milano? Vai a Rio de Janeiro e troverai dei musicisti. E lei (Vanoni) è presa ed è andata. Facile? No. Scontato? No. Era già scritto che avrebbe suonato con Vinicius de Moraes? No, non sapeva neanche tanto bene chi fosse”. Eppure Vanoni è partita, perché aveva “necessità di crescere, di fare una cosa”. E da quella esperienza è tornata “più alta”, ha sottolineato Crepet.

Perché Paolo Crepet si è scontrato con un papà

Crepet ha poi raccontato un episodio avvenuto durante un incontro in un liceo, dove una studentessa gli ha confidato il suo desiderio di andare a Parigi. “Le ho detto: ‘Perché non vai? C’hai 18 anni, vai no?'”. La ragazza gli ha risposto di averne parlato in famiglia, ma il padre l’ha frenata, ricordandole: “Lo sai che la nonna c’ha un’età, vero?”. A quel punto Crepet ha ribattuto: “Ma fregatene, non della nonna, ma fregatene di questi laccioli, liberati dalle catene“.

La sera stessa, durante un evento, un uomo si è avvicinato a Crepet. Era il padre della ragazza: “Scusi, cos’è che ha detto a mia figlia? Che se ne deve fregare dei genitori, che deve andare a Parigi? Io la denuncio, lei è un imbecille”.

E Crepet? “Gli ho risposto quello che penso: lei sta uccidendo sua figlia. È un assassino morale perché le sta tarpando le ali. E non sappiamo se tra 3 anni quelle piume saranno ancora lì, perché magari si è adattata a dire ‘vabbè, sai che c’è, vado ad Ancona Nord, vado a Falconara’”, ha concluso lo psichiatra.