Crepet ancora contro i genitori: "Lasciateli stare 'sti bambini!"
Lo sfogo dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet, che ha lanciato un nuovo attacco contro i genitori di oggi: "Lasciateli stare 'sti bambini!"
Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet torna a parlare del rapporto tra genitori e figli, e lo fa con il tono ironico e polemico che lo contraddistingue. Al centro delle sue riflessioni c’è un invito alle mamme e ai papà: “Lasciateli stare ‘sti bambini”. Una frase che sintetizza la sua critica verso un modello educativo iperprotettivo, dove i genitori tendono a controllare ogni gesto dei figli.
- Perché i genitori devono "lasciare stare" i bambini per Crepet
- Qual è "l'unica cosa regale" di un genitore secondo Crepet
- Come bisogna educare i giovani per Paolo Crepet
Perché i genitori devono “lasciare stare” i bambini per Crepet
Nel corso di uno spettacolo, poi ripreso anche sul suo profilo Instagram, Paolo Crepet ha ironizzato sulle abitudini di alcuni genitori: “Lasciateli stare ’sti bambini. ‘Oddio è caduto’. Ah, tuo figlio è caduto?”, ha esordito con sarcasmo.
E ha aggiunto: “Beh, intanto lo sai subito perché tutte le scuole c’hanno le telecamere, soprattutto alle scuole materne. Perché lì c’hai l’app, certo. Quindi ti vedi dov’è tuo figlio. Ma cosa ve ne frega? Non si sa”.
Il sociologo ha proseguito: “Sapere che va al bagno, ma dove vuoi che vada? Andrà al bagno. Ma siete così interessati alle funzioni di vostro figlio? O forse siete interessati a quanto disegna, a quante palle di neve è riuscito a tirare in quel giorno di inverno”.
Con tono pungente, ha poi provocato: “Non c’avete niente da fare? Siete disoccupati? ‘Oddio, aiutiamoli’. Ma di che? Cosa volete aiutare voi che non sapete fare niente“.
Il senso del suo discorso è chiaro: per Crepet, l’ipercontrollo non aiuta i bambini a crescere, ma li priva della possibilità di sperimentare, sbagliare e imparare.
Qual è “l’unica cosa regale” di un genitore secondo Crepet
Lo psichiatra ha poi spiegato la sua teoria sul togliere: il ruolo dei genitori non è quello di aggiungere continuamente, ma di sottrarre. “L’unica cosa regale di un genitore è non aiutare, è togliere, non aggiungere“, ha dichiarato.
Con ironia ha ricordato come le generazioni passate, pur con meno risorse, abbiano saputo crescere figli senza eccessi: “Hanno sempre fatto così. Non erano dei deficienti perché avevano un po’ meno soldi di noi e non c’avevano la doccia con la terapia con il colore. Anche questa ho sentito, giuro. Perché con la doccia verde è tutta un’altra cosa la vita”.
Crepet ribalta l’idea comune che il genitore debba sempre dare di più ai propri figli. Al contrario, per lui la “vera regalità” sta nel saper sottrarre, nel non riempire i figli di aiuti e facilitazioni che finiscono per renderli dipendenti. È un invito a restituire ai giovani la libertà di cavarsela da soli e di affrontare le difficoltà senza l’intervento costante dei genitori.
Come bisogna educare i giovani per Paolo Crepet
Paolo Crepet ha più volte espresso la sua visione educativa, come in un’intervista di giugno scorso alla Gazzetta di Parma: “La strategia del togliere è indispensabile. Lo si è compreso quando abbiamo iniziato a dare ai nostri giovani cose assolutamente non necessarie. In quel momento è cominciata la discesa del desiderio e con essa un tragico calo delle ambizioni“.
Secondo il professore, il problema è che così i ragazzi si accontentano di ciò che hanno, convinti che basti per vivere una vita piena: “I ragazzi si fanno bastare ciò che c’è. Questo è terribile perché basato su un falso: non è vero che quello che offriamo è sufficiente per vivere una vita vera. Gli effetti nefasti di questo modo di educare sono sotto gli occhi di tutti“.
Crepet invita dunque a un cambio di prospettiva: educare non significa riempire di comfort e sicurezze, ma stimolare il desiderio, la curiosità e la capacità di affrontare il mondo. Solo togliendo il superfluo si può ridare ai giovani la spinta a cercare di più, a non accontentarsi, a costruire ambizioni autentiche.
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