Crepet attacca sulla famiglia nel bosco: l'esperimento a scuola
Il nuovo attacco di Paolo Crepet sulla famiglia nel bosco: lo psichiatra spiega cosa insegna la scuola e cita un esperimento che ha fatto 20 anni fa
Paolo Crepet è tornato sul caso della famiglia nel bosco offrendo un’analisi più ampia sul senso della scuola. Per spiegare il suo punto di vista, lo psichiatra ha ricordato un esperimento che realizzò, circa 20 anni fa, in un liceo di La Spezia.
La lezione di Crepet sulla scuola e il diritto all’infanzia
Ospite del podcast Supernova condotto da Alessandro Cattelan, Paolo Crepet ha preso spunto dal caso della famiglia nel bosco per riflettere sull’importanza della scuola e sul significato del concetto di “diritto all’infanzia”.
“Qui la questione non è fare stare un bambino con l’asinello, con la vacca – ha affermato lo psichiatra -. Il problema è che questi negano la scuola. Come fai a tirar su dei bambini soli? Il coniglio è necessario, ma non può essere sufficiente. Ci vuole Mario, Giovanni, e magari Marina, che è una gran maleducata, è una spiona, è una che ne vuole sapere sempre più degli altri”.
Per lui, “capire che non siamo tutti uguali, che non siamo tutti simpaticoni” è “un diritto della tua infanzia”. E questa cosa, a suo avviso, un bambino la può comprendere solo andando a scuola ed entrando in relazione con i suoi coetanei.
Ha poi raccontato quando, una ventina di anni fa, portò un eremita che viveva da solo in montagna in un liceo di La Spezia: “Io volevo che gli studenti lo incontrassero“, ha spiegato. Arrivati a scuola, Crepet disse all’uomo: “Guardi, lei si deve sedere davanti alla lavagna e basta”. Nessuna presentazione, nessuna spiegazione.
“È passato un po’ di tempo – ha ripreso lo psichiatra – poi, piano piano, uno studente ha detto: ‘Scusi, ma lei dove vive?’. ‘In montagna a 1500 metri’. ‘C’ha una compagna?’. ‘No'”. Era come se a scuola “fosse arrivato un marziano”, ha osservato Crepet.
In quell’ insolito incontro, però, secondo Crepet gli studenti hanno ricevuto una lezione molto importante: “L’insegnamento di fondo è la diversità delle persone. Non è un merito essere diversi, è un demerito odiare la diversità”, ha precisato lo psichiatra.
Crepet spiega “il motivo per andare al liceo”
Nel suo intervento, Paolo Crepet ha spiegato anche perché la scuola superiore non è una semplice tappa scolastica, ma un luogo di formazione umana che ti insegna a vivere. Lo psichiatra ha iniziato la sua riflessione ricordando che, quando era un giovane studente, suo padre “non sapeva bene” dove fosse il suo liceo.
“Era un uomo gentilissimo, ma non gliene fregava niente di questo perché lui andava a lavorare la mattina e pensava che anch’io andassi a lavorare. Sì, lui andava a fare il medico in un ospedale, io andavo a fare il liceale al liceo. Per lui era uguale, con la differenza del 15 di giugno”, quando “dovevi dire a papà com’era andata: promosso o bocciato. Ma in 5 minuti eh”, ha raccontato.
Quando in studio gli hanno fatto notare che c’è un’altra differenza tra il lavoro e la scuola, ovvero lo stipendio, lo psichiatra ha osservato: “Arrivava un altro tipo di stipendio: acquisivi in amicizia, acquisivi in esperienze, primi amori. Insomma tanto, no? Cioè c’era un ritorno, c’era un motivo per andare al liceo. E non era per la lezione di Carducci, era per il cortile“, ha concluso Paolo Crepet.