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Crepet attacca tra mamme "psicopatiche" e "ricatti": "Inorridite"

Lo psichiatra Paolo Crepet spiega gli effetti di un'educazione fondata solo sui 'sì' tra mamme "psicopatiche" e "ricatti" dei figli: "Inorridite!"

3 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

"Inorridite, perché questo è il mondo che abbiamo creato noi". È il monito di Paolo Crepet parlando dei "ricatti" esercitato dai figli fin dalla tenera età nei confronti di "queste psicopatiche delle mamme". Lo psichiatra e sociologo mette sotto accusa un modello educativo fondato sull’accondiscendenza e sulla difficoltà dei genitori a dire no, anche quando le richieste dei figli diventano sempre più grandi. Un atteggiamento che, a suo avviso, finirebbe per tradursi un una progressiva concessione di libertà agli adolescenti, fino a situazioni che considera particolarmente allarmanti.

Perché Crepet parla di "mamme psicopatiche" e di "ricatto" dei figli

"Voi gli date i soldini ai tredicenni per andare qua a bere e a fare altro, giusto? Tornano con la Vespa ubriachi a 13 anni, 14 anni. Va bene così? Sì, perché bisogna sempre dirgli di sì", ha detto Paolo Crepet, con tono provocatorio, in un intervento pubblico ripreso in un reel Instagram.

"Li avete tirati su dicendo sì dall’inizio, da quando dicevi quale tetta scegliere per l’allattamento: destra perché piange, piange e subito la sinistra", ha proseguito.

Già da neonati, ha affermato lo psichiatra, "questi qui hanno capito", perché "c’hanno il walkie talkie i bambini piccoli". È come se il bambino comprendesse fin da subito il meccanismo: "Guarda che queste psicopatiche delle mamme, basta fare un pianto e loro ti danno la tetta giusta", ha chiosato Crepet, che ha aggiunto: "È da lì che hanno cominciato il ricatto, fin dalla prima poppata".

Lo sfogo di Paolo Crepet: "Questo è il mondo che abbiamo creato"

Secondo Crepet, se un genitore interviene immediatamente ogni volta che il proprio figlio piange per soddisfare una sua richiesta, il bambino impara progressivamente a ottenere ciò che vuole senza nessuno sforzo. E, soprattutto, impara a pretendere.

Così, ha spiegato lo psichiatra, si crea un circolo vizioso: "Quindi dicono: poi cosa fai, non mi dai il gelato? Ma io ti spacco tutti i mobili della cucina. E quindi dagli subito i gelati, no? E poi cosa vuoi fare? Vuoi andare a Ibiza? Basta che c’hai 13 anni e va bene. Giusto?". Una situazione che sembra al limite, ma che Crepet ha raccontato di aver visto con i suoi occhi: "Li ho visti io con un magistrato: 14 anni e c’hanno la delega del padre per entrare in albergo".

Da qui la sua provocazione finale: "Potete inorridire: inorridite, perché questo è il mondo che abbiamo creato noi. E vaglielo a dire a quello lì che non ci può andare in albergo a 14 anni. Andateglielo a dire, forza!".

Il racconto di Crepet su sua madre "boia" e suo padre "giudice"

In un altro spettacolo, anche questo ripreso in un reel pubblicato su Instagram, Paolo Crepet ha raccontato la sua esperienza personale, soffermandosi sul rapporto con i suoi genitori e sul loro modo di educarlo quando era piccolo.

"Mio papà faceva il giudice e mia mamma faceva il boia", ha esordito. "Io, quando succedeva qualcosa non mi chiamavo più ‘Paolo’. Mio padre mi chiamava ‘questo qui’. Quando entravo nel cono del ‘questo qui’, mio padre diceva: ‘Questo qui non esce’. Non esce, per quanto? ‘Due o tre settimane’. Mia mamma arrivava e diceva ‘quattro’, per essere sul sicuro".

Crepet ha spiegato che sua madre "non faceva meno, faceva più" perché "era sana di mente", e dunque "sapeva che doveva far così, perché era l’unico modo per farmi capire che o io imparavo a fare delle cose per me stesso o sarebbe stata la mia fine, non la loro fine", ha puntualizzato lo psichiatra.