Crepet: "Centinaia di ragazzi vogliono bruciarsi il cervello"
Lo psichiatra Paolo Crepet ha lanciato un nuovo allarme sui giovani e il consumo di droga: "Centinaia di ragazzi vogliono bruciarsi il cervello"
“Centinaia di ragazzi vogliono bruciarsi il cervello“. L’allarme è stato lanciato da Paolo Crepet, che in un’intervista ha commentato la proposta dell’amministrazione comunale di Bologna di distribuire pipe gratuite a chi fa uso di crack. Nel suo intervento, il noto psichiatra e sociologo ha puntato il dito contro le istituzioni, a suo avviso impotenti di fronte al problema delle dipendenze, dalla droga all’alcool fino agli psicofarmaci, che troppo spesso riguardano giovani e giovanissimi.
Crepet su giovani e droga: “In centinaia vogliono bruciarsi il cervello”
Paolo Crepet ha commentato a Il Resto del Carlino la proposta avanzata dall’amministrazione bolognese di distribuire pipe gratis per il crack a chi ne fa uso. L’obiettivo, di fronte a un fenomeno crescente e difficile da arginare, è quello di prevenire alcuni effetti connessi, come patologie secondarie e infezioni.
Secondo lo psichiatra, questa iniziativa rischia di legittimare l’uso delle sostanze piuttosto che contrastarlo. “Evitiamo una tracheite, ma rischiamo di tirare dentro anche chi stava solo valutando la possibilità”, ha affermato, sentenziando: “Abbiamo fallito, possiamo brindare a una storica sconfitta“.
“Mi auguro almeno che sia l’occasione buona per riflettere sulle centinaia di ragazzi che vogliono bruciarsi il cervello“, ha specificato sottolineando che lui piuttosto spiegherebbe a chi ne fa uso che “il crack è un elettroshock per il cervello”.
Ma per lo psichiatra non si tratta solo di crack, né solo di Bologna: l’uso delle droghe è molto diffuso, soprattutto tra i giovani, anche nelle città più piccole.
Crepet ha così invitato il ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità a raccogliere dati precisi e aggiornati sull’uso delle droghe in Italia “come fanno in America con il Fentanyl“. Mappare il fenomeno delle dipendenze da sostanze stupefacenti, per analizzare dove sono più diffuse e tra quali fasce della popolazione, sarebbe a suo avviso la strada migliore per comprenderlo e affrontarlo efficacemente.
“Si drogano di più a Bologna o a Potenza? Hanno meno di 30 anni o arrivano ai 50? Sono tre o 300mila? Avere un’idea può aiutare a gestire le notti, molto più affollate di quelle di 40 anni fa quando un quindicenne alle dieci era già a letto“, ha affermato lo psichiatra.
Crepet: “Basterebbe contare i coma etilici fra i preadolescenti”
“E poi il crack non può essere l’unico motivo di preoccupazione”, ha aggiunto il professore, che ha parlato anche del mercato clandestino degli psicofarmaci e dello “smodato” consumo di alcolici tra i giovani. A suo avviso “basterebbe contare i coma etilici fra i preadolescenti” per rendersi conto della reale portata del fenomeno.
Tornando sul caso di Bologna, Crepet ha osservato che le politiche di prevenzione basate sul “limitare il danno” sono ferme al passato: “È una cosa degli anni ’70, me li ricordo i Sert che dispensavano metadone”. E mentre le istituzioni “ripropongono le stesse politiche” di decenni fa, i giovani si muovono in un mondo dove “il menù è diventato più ricco e anche a buon mercato”, ha evidenziato l’esperto.
“Aggiungiamoci la bella campagna promozionale dello sballo gratuito e abbiamo il pacchetto completo, per la gioia delle mafie”, ha concluso Paolo Crepet.
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