Crepet contro la società di oggi: per lo psichiatra è "ignobile"
Il noto psichiatra e sociologo Paolo Crepet se la prende con la società di oggi e lancia il suo attacco: cos'è "ignobile" secondo lui (e perché)
Da anni Paolo Crepet analizza i cambiamenti sociali e culturali del nostro tempo, descrivendo la realtà che ci circonda senza usare mezzi termini. In un’intervista, il noto psichiatra e sociologo ha lanciato un duro attacco contro la società di oggi, accusandola di inseguire un’idea di perfezione. "È ignobile", ha tuonato Crepet. Ma a cosa si riferisce?
L’attacco di Crepet alla società contemporanea: "È ignobile"
In un’intervista rilasciata al Corriere dell’Alto Adige, Paolo Crepet ha proposto una lunga riflessione sull’importanza del dolore, visto come motore del talento. "Hemingway diceva che ‘per diventare uno scrittore serve un’infanzia sventurata’. Io lo trovo sublime", ha affermato lo psichiatra.
Ha citato anche Ornella Vanoni, svelando che nella loro ultima telefonata la cantante gli chiese di portarla in un liceo per raccontare alle ragazze la sua vita. "Ornella ha sofferto, ha pagato i suoi errori, è andata in Sudamerica quando qui le cose non giravano. È lì che diventi un mito", ha evidenziato Crepet.
A suo avviso, non c’è arte senza la sofferenza, senza il fallimento, senza l’imperfezione. "Oggi, invece, cerchiamo la perfezione biotech, vogliamo startup che creino persone perfette. È ignobile", ha proseguito lo psichiatra.
L’esperto si è poi soffermato sui giovani, ai quali "abbiamo tolto la frustrazione", cercando di proteggerli da tutto e rendendoli così sempre più fragili. Nel tentativo di eliminare la frustrazione dalla vita delle nuove generazioni, ha osservato Crepet, si è finito per rimuovere la vera "benzina per i neuroni".
Lo psichiatra ha spiegato che "i nostri neuroni sono disfunzionanti per natura: è quella disfunzione che crea l’idea, il guizzo, l’arte. Noi li abbiamo messi in ordine forzatamente, creando una generazione di depressi".
Cosa augura ai giovani Paolo Crepet
Quello che promuove Paolo Crepet è una sorta di inno dell’imperfezione, che diventa un inno alla vita. Per questo lo psichiatra ha augurato ai giovani "un po’ di sana sfiga, un po’ di insuccesso", perché "il talento non si compra al supermercato". Nasce e si alimenta attraverso "il viaggio", inteso come un insieme di esperienze fatte di fatica, rischi e tentativi falliti. Senza questo percorso, secondo lui, "non c’è niente da dire".
Crepet ha consigliato ai ragazzi di seguire l’esempio della campionessa olimpionica Federica Brignone, che "ha vinto l’oro dopo un’odissea psicologica e fisica". La sciatrice "è entrata nel mito perché ha osato quando i mediocri le dicevano di stare a casa". E ha aggiunto: "Se non sei religioso il divino lo trovi lì o nella voce di Tom Jones, non in Sal Da Vinci, con tutto il rispetto", ha detto tirando in ballo il vincitore del Festival di Sanremo 2026.
Infine, lo psichiatra ha lanciato un messaggio alle nuove generazioni, esortandole a uscire dalla loro zona di comfort, a non adeguarsi e a ribellarsi all’omologazione: "Osate l’incanto, osate il dissenso. Solo così resterete umani".
Un invito, quello di Paolo Crepet, a riscoprire il valore delle esperienze negative, del rischio e della libertà di sbagliare in una società che tende sempre di più a evitare ogni forma di fallimento e frustrazione.