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Paolo Crepet Ipa

Crepet e ferocia social: "Follia", allarme su minacce e bullismo

Anche Paolo Crepet è intervenuto in merito alla tragedia di Anguillara, dove i genitori di un omicida si sono tolti la vita: ecco il ruolo dei social

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Lo psichiatra Paolo Crepet è intervenuto in merito alla tragica vicenda avvenuta ad Anguillara Sabazia. Pasquale Carlomagno e Maria Messenio hanno scelto di togliersi la vita: sono i genitori di Claudio Carlomagno, l’uomo che ha confessato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo. Secondo lo psichiatra la ferocia subita sui social, le minacce e il bullismo hanno raggiunto un livello preoccupante. Per Crepet, che con le sue parole ha lanciato un vero e proprio allarme, si tratta di pura “follia“.

Perché i social possono essere “feroci” per Crepet

In un’intervista rilasciata a Il Messaggero, Paolo Crepet ha riflettuto sull’odio che molti utenti riversano sui social. “Si tratta di un fenomeno terribile dei nostri tempi. E si amplifica in una piccola città dove sai che se esci di casa sarai additato, non sarai libero neppure di andare a prendere un caffè”.

Secondo Paolo Crepet è difficile capire storie come questa fino in fondo. In tragedie terribili di questo tipo, però, c’è anche “un’altra questione abbastanza orrenda. Penso alla ferocia dei social“, ha specificato, spiegando meglio ampliando il suo discorso a un fenomeno purtroppo ampiamente presente nella nostra società e che riguarda l'”abitudine” di riversare l’odio sui social.

Lui è certo che “leggere i commenti sui social, riferiti a loro, per i genitori dell’omicida è stata una cosa terribile”, una cosa di non facile gestione. C’è quella che lui definisce come “la ferocia di chi commenta“, ma non solo, perché “ci sono le minacce di morte” a completare un quadro di follia, come la definisce lui stesso.

Secondo Paolo Crepet, infatti, “siamo alla follia” sui social e online in generale. “E purtroppo, penso, questo pesa in un modo inimmaginabile. Probabilmente non è la prima causa della scelta di togliersi la vita, ma comunque un ruolo l’ha giocato. Queste cose ormai sono diventate intollerabili“.

Paolo Crepet e il bullismo a scuola e sul web

La caccia al mostro, ha continuato Crepet nella sua intervista rilasciata al quotidiano, è un fenomeno che c’è sempre stato. In passato, però, era solo un “chiacchiericcio, il commento nella piazza di un piccolo paese. Ma quello che succede oggi è moltiplicato per un milione“, complici i social network che possono aumentare a dismisura le conseguenze anche devastanti dei messaggi d’odio e del bullismo. Secondo lo psichiatra è possibile che si tratti solo di una bolla pronta a scoppiare in breve tempo, perché “sappiamo che queste cose durano poco, magari tra due giorni non se ne sarebbe più parlato”.

Nonostante tutto questo, Paolo Crepet è convinto che in situazioni delicate di questo genere l’impatto possa essere semplicemente “terribile. E ha portato queste persone a questo gesto. Pensiamo ai ragazzini che si tolgono la vita perché bullizzati non a scuola, ma sui social“, ha poi concluso il suo intervento lo psichiatra, facendo riferimento ad altri fatti di cronaca che hanno visto protagonisti dei giovani e dei giovanissimi vittime di bullismo online che hanno scelto di togliersi la vita perché non riuscivano più a reggere quel peso.

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