Crepet e giovani: perché i genitori devono fare un passo indietro
Paolo Crepet torna a parlare della solitudine dei giovani e attacca i genitori: perché secondo l'esperto madri e padri devono fare un "passo indietro"
Paolo Crepet da anni osserva con attenzione i cambiamenti sociali che investono le nuove generazioni. In un’intervista, lo psichiatra e sociologo ha affrontato il tema del malessere giovanile puntando l’attenzione su due fattori: il ruolo delle tecnologie digitali e il comportamento dei genitori, che secondo il professore devono fare un “passo indietro”. Il suo invito nasce da una riflessione sulla solitudine crescente tra i giovani e su un modello educativo che, per lui, rischia di soffocarli invece di sostenerli.
Perché c’è una “solitudine enorme” tra i giovani secondo Crepet
Paolo Crepet ha individuato nella trasformazione digitale e nell’assetto attuale delle istituzioni educative una delle principali cause della “solitudine enorme” che affligge molti giovani. Intervistato da Rai News 24, ha affermato: “Le tecnologie digitali spesso rendono i bambini più soli e quindi ancor più bisognosi di ‘cura’. La scuola è malfunzionante, la famiglia è malfunzionante, e la vittima designata chi è? Indovinate? Sono loro”.
Il professore ha evidenziato che in un mondo iperconnesso, paradossalmente, cresce l’isolamento. I dispositivi digitali, nati per facilitare la comunicazione, finiscono per sostituirla, creando un vuoto relazionale che si riflette anche nel disagio diffuso tra i più giovani.
“Strana cosa che più aumentano gli strumenti di comunicazione più c’è solitudine“, ha osservato Crepet. “Questa è una frase che dicevo 30 anni fa. Purtroppo era troppo anticipata. C’è qualcuno che ha fatto spallucce, qualcuno che diceva ‘vedrai che il mondo andrà a stare meglio'”.
Secondo lo psichiatra, però, il mondo “non sta andando verso la gioia, la serenità, la tranquillità, anche per scegliersi l’università giusta, il lavoro giusto, l’amore giusto, il contesto giusto in cui vivere”. Nella società attuale, “tutto questo diventa tremendamente più complicato“, ha evidenziato Crepet.
“Fate un passo indietro”: Crepet attacca i genitori “iperpresenti”
In questo scenario, “noi genitori siamo chiamati a fare cose di cui non siamo competenti”, ha aggiunto lo psichiatra. “Noi siamo dentro i colloqui di lavoro, siamo all’open day al liceo per far sì che i ragazzi scelgano la facoltà più giusta”.
Un coinvolgimento eccessivo che, secondo l’esperto, non aiuta ma ostacola la crescita: “Ma cosa c’entra questa iperpresenza, che è ansiogena, dei genitori? Che facciano un passo indietro, che vadano a farsi due passi loro“, ha detto. L’invito è quello di lasciare spazio ai figli, permettendo loro di sbagliare, scegliere, costruire la propria identità.
Crepet ha sottolineato come l’iperprotezione e il controllo eccessivo impediscano ai giovani di imparare a prendere decisioni e affrontare gli ostacoli. I genitori, sempre più coinvolti in ogni aspetto della vita dei figli, finiscono involontariamente per generare ansia, fragilità e incapacità di affrontare la complessità del mondo reale.
“Mettere addosso ai ragazzi e alle ragazze tutta questa pressione, ma veramente? Io non capisco. Come si fa a non capire che è l’esatto contrario di quello che si deve fare?“, ha concluso l’esperto.
Il messaggio di Crepet è chiaro: per aiutare davvero i propri figli, i genitori devono imparare a lasciarli andare, a fidarsi delle loro capacità decisionali, anche a costo di vederli sbagliare.
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