Crepet e GTA 6, allarme violenza: "Può diventar molto pericoloso"
A novembre uscirà l'attesissimo videogioco GTA 6 e Paolo Crepet lancia l'allarme: perché "può diventare molto pericoloso" secondo lo psichiatra
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Tra i gamer c’è grande attesa per l’uscita di Grand theft auto VI (GTA 6), il nuovo capitolo della saga Rockstar che sarà disponibile dal 19 dicembre 2026 per PlayStation 5 e Xbox Series X/S. Si tratta di un videogioco di avventura dinamica open world per singolo giocatore che segue la storia di una coppia di criminali impegnati in furti, rapine e inseguimenti con le forze dell’ordine. "Può diventare molto pericoloso" è l’allarme di Paolo Crepet. Secondo il noto psichiatra, pur non essendoci un rapporto diretto di causa-effetto tra videogiochi violenti e violenza reale, l’impatto di certi contenuti, soprattutto su giovani fragili e facilmente impressionabili, "esiste e non va sottovalutato".
- Per Crepet GTA 6 può essere una sorta di "scuola guida" della violenza
- Perché proibire i videogiochi "non è la soluzione" secondo Crepet
- Crepet spiega qual è la differenza tra un videogioco e un film violento
Per Crepet GTA 6 può essere una sorta di "scuola guida" della violenza
"Non c’è una correlazione così diretta di causa-effetto, ovviamente. Però è altrettanto evidente che questo tipo di giochi non aiuta la serenità", ha detto Paolo Crepet al Giornale di Brescia.
Lo psichiatra osserva che è innegabile che videogiochi di questo tipo producano un effetto su chi li utilizza, altrimenti "non si comprerebbero e non si venderebbero". Si acquistano "per un motivo preciso", ha aggiunto, e "le case di produzione conoscono molto bene quel meccanismo".
Secondo Crepet il fatto che GTA 6 sia progettato per un singolo giocatore può rappresentare un ulteriore "pericolo", perché da soli "ci si può caricare maggiormente". Giocare in gruppo, invece, contribuisce a "mitigare eventuali effetti negativi sulla personalità".
A questo si aggiunge un ulteriore elemento. L’esperto parla di "un momento sociale delicato, soprattutto per i giovani". Ed è proprio in questo contesto che il videogioco "può diventare molto pericoloso, quasi una sorta di ‘scuola guida’ della violenza".
Perché proibire i videogiochi "non è la soluzione" secondo Crepet
GTA 6 sarà vietato ai minori, ma Crepet ricorda che i limiti imposti possono essere "facilmente aggirabili" e che l’età anagrafica, da sola, "non ci dice quanto una persona sia realmente matura, fragile o impressionabile".
Ha poi evidenziato come vietando qualcosa si possa raggiungere l’effetto contrario, perché quel qualcosa "può diventare ancora più desiderabile, aumentando la curiosità e la voglia di sperimentarlo".
Per questo, "proibire non è la soluzione", ha affermato. Allo stesso tempo, però, "non possiamo neanche far finta di niente". Limitarsi a dire che il gioco è vietato ai minorenni senza ulteriori interventi, comunica ai giovani che "non c’è alcuna risposta possibile" e che quindi "possono essere esposti a qualsiasi cosa".
Crepet suggerisce di aprire un dibattito pubblico nel Paese, così da segnalare questi fenomeni e aiutare giovani e famiglie a comprendere contenuti e possibili rischi, anche se, ricorda, di fronte a un maggiorenne il margine di intervento dei genitori diventa più limitato.
Crepet spiega qual è la differenza tra un videogioco e un film violento
Infine, Crepet ha spiegato perché un videogioco violento non è paragonabile a un film violento, anche in termini di emulazione.
Lo psichiatra ha posto l’attenzione sull’interattività che caratterizza un gioco rispetto a una pellicola: "Nel videogioco sei tu a giocare in prima persona, sei tu che compi determinate azioni". Ed è proprio questo a fare la differenza e a rendere l’esperienza potenzialmente più incisiva.