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Crepet e i "genitori assenti", lo sfogo sul "marcio che avanza"

"È il marcio che avanza": il nuovo sfogo dello psichiatra Paolo Crepet sulla violenza giovanile tra "genitori assenti" e "mancanza di futuro"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Perché stanno aumentando i casi di violenza giovanile in Italia? Paolo Crepet entra nel merito della questione parlando di "genitori assenti", della "mancanza di futuro" e della scuola, che secondo lo psichiatra fatica sempre di più a svolgere il suo ruolo educativo.

Cos’ha detto Paolo Crepet sui genitori di oggi

Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato perché, questa è l’accusa, stava progettando una strage in una scuola superiore di Pescara come quella compiuta nel 1999 da due diciassettenni in un istituto scolastico di Littleton, in Colorado (Stati Uniti).

La notizia arriva a distanza di pochi giorni dal caso della professoressa accoltellata da un suo alunno di 13 anni nei corridoi della scuola media di Trescore Balneario (Bergamo). A gennaio scorso, uno studente di 18 anni è morto dopo essere stato accoltellato in classe da un suo compagno.

"Questi fenomeni nascono dalla frustrazione personale, dalla totale mancanza di futuro", ha commentato lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet intervistato da il Centro, sottolineando come il contesto attuale, segnato da tensioni e guerre, influenzi fortemente le nuove generazioni.

A questo si aggiunge un altro elemento: l’isolamento. Oggi stiamo vivendo una "grande aridità di contatti umani, che non esistono più, sostituiti dalla rete", ha affermato lo psichiatra. Ed è proprio sul web che circolano contenuti pericolosi e modelli negativi: "C’è da essere preoccupati. Non sono dell’idea di sottovalutare questi segnali".

A chi spetta intercettare questi segnali? "I genitori mi sembrano abbastanza assenti, spesso non sanno nemmeno cosa accade ai loro figli. Ed è il marcio che avanza – ha risposto Crepet -. Non prestano attenzione alle loro esigenze, alle problematiche, ai comportamenti anomali".

Secondo lo psichiatra, "i genitori per primi educano male i figli, li tirano su nel modo sbagliato", ovvero "li riempiono di roba, ma guai a dire un no". E ha elencato alcuni "errori" che, a suo avviso, accomunano molti padri e madri di oggi: dal regalare ai figli l’ultimo modello di cellulare alla "paghetta alle superiori da centinaia di euro" fino alla carta di credito "prestata da papà per uscire con gli amici".

In questo modo, avverte Crepet, si rischia di spegnere il desiderio nei giovani. Da qui può nascere la frustrazione che, se non saputa gestire, "spesso sfocia nell’alcol, nella droga". E "Dietro l’angolo c’è sempre la violenza", ha aggiunto.

Violenza giovanile, cosa può fare la scuola secondo Crepet

Anche le istituzioni sono, ovviamente, chiamate in causa, a partire dalla scuola: "Negli ultimi 30 anni è cambiato il mondo ma la nostra scuola no – ha osservato Crepet -. I tredicenni di oggi non sono come lo eravamo noi a quell’età. Abbiamo fatto di tutto perché i bambini diventassero grandi in fretta, sbagliando".

Anche nella scuola, secondo lo psichiatra, "i ragazzi non trovano risposte". E "non ricevendo soluzioni negli ambienti in cui dovrebbero averle, si ritrovano in una condizione di frustrazione che fa scattare la rivolta". Quando viene meno la percezione di un futuro, ha sottolineato Crepet, il rischio è quello di "perdersi".

Nonostante le criticità, è proprio dalla scuola che, a suo parere, bisognerebbe partire per cambiare rotta, essendo "il luogo in cui ci si forma, anche caratterialmente" e "dove si potrebbero intercettare i vari malesseri dei giovani". Ma, ha aggiunto, il sistema scolastico "oggi è sotto tiro da parte dei genitori", che tendono a metterlo in discussione: "Se interroghi non va bene, se rimproveri neanche. Se metti una nota sono guai". Tutto questo "ne va dell’autorevolezza e del prestigio dell’istituzione scolastica che stanno venendo meno".

E sulla scuola ha concluso: "Bisognerebbe puntare su una formazione che prenda in considerazione la fantasia, già da bambini. La cultura, la musica, il disegno: questa è la scuola. Ma tutto viene cancellato".

Perché Crepet propone di abbassare la maggiore età a 16 anni

Tra le varie proposte avanzate da Paolo Crepet in tema di giovani c’è quella di abbassare la maggiore età a 16 anni: "Abbiamo precocemente adultizzato i figli: è giusto quindi che rispondano di ciò che fanno, nel male e nel bene".

Per questo, secondo lui, lo Stato dovrebbe responsabilizzarli, mettendo i ragazzi fin dai 16 anni "nella condizione di avere più diritti e più doveri". E, conseguentemente, di rispondere personalmente di eventuali reati.