Crepet e i ragazzi senza stimoli: proposta "vietata" agli adulti
Paolo Crepet per aiutare i ragazzi e le ragazze senza stimoli ha proposto di creare degli spazi "vietati agli adulti", dove crescere e confrontarsi
I ragazzi e le ragazze di oggi sono spesso senza stimoli: secondo lo psichiatra Paolo Crepet bisognerebbe aiutarli a trovare un senso, dando loro degli strumenti e dei luoghi da vivere per aggregarsi e stare insieme. A tal proposito, il sociologo, spesso ospite in tv come opinionista di diverse trasmissioni televisive, ha lanciato una proposta "vietata" agli adulti, per ridare spazi ai giovani dove dialogare, crescere e confrontarsi.
Come aiutare i ragazzi senza stimoli secondo Crepet
Paolo Crepet è stato intervistato da La Stampa in occasione di un suo spettacolo teatrale, presso l’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino, nel quale ha affrontato temi importanti come la libertà di espressione e di dissenso. Lo psichiatra, che in occasione di un’altra data della sua tournée ha anche spiegato cosa insegna di sbagliato la guerra ai giovani, ha riflettuto sul fatto che "pensavamo di attraversare un’epoca di progresso, ma la verità è che l’unica cosa di cui siamo certi è la distruzione delle nostre relazioni".
Il sociologo ha proposto anche qualche esempio pratico, come "la scomparsa delle bocciofile, luoghi dove si poteva stare insieme fino a tardi": questo rappresenta uno dei sintomi di questa deriva. "I grandi cambiamenti non sono stati merito di singoli, ma di gruppi dove c’erano anche dei geni. Questo non può avvenire nella solitudine delle nostre stanze".
Lui stesso è cresciuto in una bocciofila a Torino: "Sono nato in un condominio di corso Sommeiller che affacciava sui treni e le bocciofile erano vicine alle ferrovie. Erano luoghi di compensazione sociale, dove la rabbia si mitigava grazie a quattro amici e del vino scarso. Insieme alle osterie, erano posti dove si entrava con poco e si poteva parlare tanto con le persone". Purtroppo, ha riflettuto amaramente il sociologo, questa è "una dimensione che oggi si è persa".
Oggi, secondo Paolo Crepet, "i ragazzi non hanno più stimoli per andare a scuola, dove l’IA viene usata anche per i temi, e chiedono ai chatbot se uscire o meno con qualcuno". Questo non è progresso, questo è per lui "regresso organizzato". In un’altra occasione lo psichiatra aveva anche suggerito come l’intelligenza umana avrebbe potuto "trionfare" su quella artificiale, che oggi sembra avere il sopravvento su ogni aspetto della nostra vita.
Crepet e il valore dei luoghi di aggregazione per ragazzi
L’esperto, laureato in Medicina e Chirurgia e in Sociologia e specializzato in Psichiatria, ha ribadito nell’intervista che "i grandi cambiamenti nascono dai piccoli spazi, la storia lo dimostra". Lui è convinto del fatto che "questi piccoli spazi devono essere gestiti in una cornice di legalità. Ricordo quando a Sassuolo suggerii all’amministrazione comunale di dare in gestione ai giovani della città un vecchio cascinale abbandonato per dare sfogo alla loro creatività, stabilendo condizioni per garantire l’ordine e la sicurezza".
Quello "fu un successo e dimostrò la necessità di riconoscere un luogo per la creatività dei giovani che non sia organizzato dagli adulti. È il minimo che si può chiedere a una città moderna". Secondo Crepet "è importante che ci siano le avanguardie. Mi preoccuperebbe se non ci fossero".