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Crepet e l'errore dei genitori: "Non c'è peggior cosa al mondo"

Lo psichiatra Paolo Crepet torna sul tema dell'educazione e avverte i genitori sull'errore commesso con i figli: "Non c'è peggior cosa al mondo"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Paolo Crepet torna a parlare di educazione e lo fa indicando quella che, a suo avviso, è la "cosa peggiore al mondo" da trasmettere alle nuove generazioni. Lo psichiatra richiama l’attenzione su un "errore" diffuso tra molti genitori di oggi e mette al centro il tema del desiderio nei giovani.

Qual è il "peggiore" errore dei genitori per Paolo Crepet

Sbagliare, cadere e confrontarsi con la frustrazione e gli insuccessi sono esperienze necessarie da affrontare fin da piccoli per costruire la propria identità e diventare adulti autonomi e consapevoli. A sostenerlo è Paolo Crepet, che dal palco del Kepos Festival di Putignano (Bari), dove è stato ospitato il 28 agosto, ha invitato i genitori a non confondere l’amore con il tentativo di proteggere i propri figli da ogni ostacolo.

Bambini e adolescenti, secondo Crepet, devono avere la possibilità di sperimentare e coltivare i loro desideri. Un obiettivo che passa anche da quella che lo psichiatra ha più volte definito la "strategia del togliere", basata sull’importanza dei "no" e sull’idea che ai figli non si debba concedere tutto.

"I genitori, quando sono troppo sazi, pensano che anche i figli debbano esserlo". Invece, "non c’è niente di peggio che educare una giovane generazione a non dover desiderare nulla. È la cosa peggiore che possa capitare a un essere umano, vuol dire condannarlo al declino", ha detto Crepet intervistato da Telenorba in occasione del suo intervento al festival pugliese.

Cos’ha detto Crepet sull’importanza del desiderio nei giovani

Paolo Crepet ha più volte sottolineato l’importanza del desiderio nella crescita dei ragazzi, considerandolo una delle principali forze capaci di spingere i giovani a mettersi in gioco, a fare progetti e a costruire il proprio futuro.

In un’intervista rilasciata a La Provincia di Cremona nell’aprile 2025, lo psichiatra ha spiegato che per le nuove generazioni il rischio è quello di crescere in una condizione di eccessiva comodità, nella quale tutto è immediatamente disponibile e non c’è più nulla da conquistare.

"Abbiamo ammazzato il desiderio nei nostri ragazzi, li abbiamo anestetizzati, abbiamo tolto loro la possibilità di scegliere, mettendo tutto e subito a disposizione", ha affermato Crepet. Il problema, secondo lo psichiatra, riguarda soprattutto la perdita di quella "fame di vita" che porta una persona a desiderare qualcosa e a impegnarsi per ottenerla.

Per questo, ha spiegato, ai ragazzi bisogna restituire "la voglia e la fame di mordere il cielo", quella spinta a fare, a costruire e a superare le difficoltà che "avevano i nostri nonni usciti dalla guerra e che hanno i ragazzi che con i barconi arrivano in Italia affamati di vita e di un futuro migliore". Senza desiderio, avverte, una società rischia di perdere la capacità di guardare avanti e di immaginare il proprio futuro.

Da qui l’invito ai genitori ad avere "il coraggio di togliere i nostri ragazzi dalla comfort zone in cui li abbiamo relegati per paura, per protezione". Significa anche rimettere nelle loro mani "i libri" e insegnare che "nulla è gratuito", mettendoli nelle condizioni di comprendere il valore delle cose e di conquistare ciò che desiderano.