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Lo psichiatra Paolo Crepet Ipa

Crepet e l'università, perché ha scelto psichiatria: l'aneddoto

Paolo Crepet è intervenuto per parlare di intelligenza artificiale e social, svelando anche un curioso aneddoto sul perché ha studiato psichiatria

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Per quale motivo all’università Paolo Crepet ha scelto proprio di studiare e di specializzarsi in psichiatria? Il famoso psichiatra e sociologo italiano, ospite di un evento a Imola, ha ripercorso gli anni degli studi universitari, svelando un aneddoto sul perché ha optato proprio per questa branca specialistica della medicina, che si occupa di tutti i disturbi legati alla salute mentale. Durante questa chiacchierata Paolo Crepet ha affrontato anche altri argomenti, come l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle nostre vite.

Perché Paolo Crepet ha scelto psichiatria all’università

Ospite presso il Teatro dell’Osservanza di Imola, Paolo Crepet ha dialogato con Marianna Aprile (conduttrice radiotelevisiva e volto di La7), affrontando diversi argomenti legati soprattutto, ma non solo, alla sua professione. Come riportato da Il nuovo diario sul suo sito online, lo psichiatra ha fatto un viaggio indietro nel tempo, tornando ai tempi degli studi universitari. Il sociologo ha svelato un aneddoto su come sia maturata in lui la volontà di studiare psichiatria.

"Il mio modello era Hrayr Terzian, forse il più grande neurologo italiano. Un uomo tremendo, ma tremendamente affascinante", ha svelato Paolo Crepet, spiegando poi da dove è nata la sua volontà di specializzarsi in psichiatria: "Fu proprio Terzian a suggerirmi di andare in provincia di Modena". Il medico neurologo gli disse: "Ti piacciono i matti, lì ne troverai quanti ne vuoi".

Il sociologo nato a Torino, ma che considera Padova come la sua città d’adozione, ha commentato, riferendosi alle parole di Terzian: "Aveva ragione".

Paolo Crepet critico sull’intelligenza artificiale

Lo psichiatra è tornato a parlare dell’IA, dopo le sue parole su come l’intelligenza umana può "trionfare" su quella artificiale. Lo psichiatra è critico nei confronti dell'"idea che la fragilità sia un difetto". Secondo lui non è un caso se "è stata inventata l’IA, perché pensano che siamo stupidi, ma se sei intelligente che bisogno ne hai?", ha riflettuto Crepet che crede che "questo mondo artificiale che tende alla perfezione è orrendo".

Il medico ha ricordato che "un genio come Rita Levi Montalcini scrisse l’Elogio dell’imperfezione. Ci siamo adattati per comodità e convenienza, ma in cambio di che? Siamo forse più felici oggi? I chatbot sono come distributori di merendine, risolvono il tuo problemino in breve termine, ma poi?".

Quali sono i rischi dei social sui bambini secondo Crepet

Alla fine del suo intervento, Paolo Crepet ha criticato anche il mondo social: "Il cervello è un muscolo, o lo alleni o si atrofizza". Riferendosi, poi, all’uso che ne fanno soprattutto i più piccoli, lo psichiatra ha ricordato che "i bambini hanno diritto universale a chiacchierare, ridere, piangere, nascondersi, giocare", hanno, cioè, "diritto all’infanzia. E l’infanzia è anche una favola, è magia. Ma c’è chi vuole tu stia gobbo, fermo, seduto su uno schermo e isolato".

Paolo Crepet ha però sottolineato davanti ai presenti che i social (che in Italia si vorrebbero vietare anche agli adolescenti e non solo ai bambini) non rappresentano "il male assoluto, ma restituiscono un’illusone malefica di perfezione. E io dopo 50 anni ho capito che cercare la perfezione non ha senso".