Crepet e le sconfitte: il "grande insegnamento" dello psichiatra
Paolo Crepet offre un "grande insegnamento" sulle sconfitte: ecco perché ammetterle è un atto "pieno di speranza" secondo il noto psichiatra
Le sconfitte sono una parte essenziale della vita. Paolo Crepet lo ripete spesso: riconoscerle è il primo passo per trasformarle in desiderio, quello che spinge a volere di più e a cercare strade nuove. Lo psichiatra offre un "grande insegnamento" ai giovani (e non solo) sulla frustrazione e sul coraggio di prendere posizione.
- Cos'ha detto Paolo Crepet sulle sconfitte
- I commenti alle parole di Crepet: "Grande insegnamento"
- Perché il gioco è importante (secondo Crepet)
Cos’ha detto Paolo Crepet sulle sconfitte
"Penso che sia bello ammettere le proprie sconfitte, è pieno di speranza", ha dichiarato Paolo Crepet durante un’intervista ripresa in un reel Instagram pubblicato da HarperCollins Italia.
Lo psichiatra ha spesso parlato del valore educativo della sconfitta: riconoscere un fallimento non è un atto di debolezza, ma di consapevolezza. È proprio da lì che, secondo Crepet, nasce il cambiamento reale, perché senza inciampi non si cresce davvero.
In una società che tende a proteggere dal fallimento o a nasconderlo, Crepet invita invece ad accogliere le imperfezioni e a fare i conti con la frustrazione, considerata uno dei sentimenti più importanti per imparare a gestire le difficoltà.
Nel suo intervento, l’esperto ha anche parlato del pessimismo, spiegando che "nasce quando qualcuno guarda da un’altra parte e fa finta di niente". Quella, ha detto, "è la cosa peggiore". Ha poi ribadito la sua "particolare nausea" per la neutralità, intesa come il "non prendere posizione", che per lui significa "non amare la propria opinione".
"Siccome io ci ho messo circa 75 anni ad avere delle opinioni, me le tengo", ha concluso Crepet.
I commenti alle parole di Crepet: "Grande insegnamento"
Il reel ha raccolto numerosi commenti: "Grande insegnamento. L’anima è una cosa seria", ha scritto un’utente, richiamando il titolo del nuovo libro dello psichiatra.
"La neutralità è quello che io definisco la ‘Banalità del male‘ di Arendt, dove ci si gira dall’altra parte, non si vede, non si pensa, illudendosi che così vada tutto bene. E ammettere invece le proprie sconfitte è il primo passo per superarle", ha commentato un’altra citando il celebre libro della filosofa politica Hanna Arendt.
"Non c’ è niente di male nell’ammettere le proprie sconfitte. Fa parte del percorso della vita. Si può cascare, ma l’importante è avere sempre la forza di rialzarsi", ha aggiunto un utente.
Perché il gioco è importante (secondo Crepet)
Secondo Crepet, il modo migliore per imparare a perdere è giocare. Durante la puntata dell’11 ottobre scorso di In altre parole su La7, lo psichiatra ha spiegato: "Dire non giocate vuol dire impedire a un bambino o a una bambina di perdere. Perché quando giochi, perdi".
Il gioco diventa così una vera e propria palestra emotiva: "Se giochi a tiro alla fune, una volta o l’altra cadi per terra. E questo è fondamentale, è miracoloso".
Al contrario, "se ti tolgo questa possibilità, ti tolgo la crescita che deve essere sulla frustrazione", ha proseguito. Il gioco, ha sottolineato Crepet, insegna ai bambini a gestire le sconfitte, a sviluppare la tenacia e, soprattutto, a costruire la propria autostima.
"Ecco perché io sono per la valutazione a scuola", ha aggiunto, evidenziando come i voti, soprattutto quelli brutti, vadano considerati come occasioni di consapevolezza.
"Prendere 2 (a scuola) è una cosa meravigliosa, è una cosa molto sexy", ha concluso, ricordando un’esperienza personale: "Io ho preso anche 1 in matematica. Lo dissi a mio padre e rispose: ‘Straordinario’".