Crepet e progetto Scuole sicure, bufera: la polemica e la replica
L'incontro con Paolo Crepet previsto nel progetto del Comune di Pisa "Scuole sicure" è finito nella bufera: la polemica e la replica dello psichiatra
Un evento con Paolo Crepet nell’ambito del progetto "Scuole sicure" è finito nella bufera. L’iniziativa, promossa dal Comune di Pisa, prevede una campagna informativa e di sensibilizzazione nelle scuole dedicata alla prevenzione del consumo di sostanze stupefacenti. Tra gli appuntamenti in programma, anche un incontro con il noto psichiatra e sociologo dedicato ai temi delle dipendenze e del disagio giovanile. A sollevare la polemica è stata la consigliera comunale e insegnante Emilia Lacroce, che ha contestato il budget destinato al solo evento con Crepet, pari a quasi metà delle risorse complessive del progetto. Da qui la replica dell’esperto e la risposta della consigliera.
- La polemica sul progetto "Scuole sicure" e l'evento con Crepet
- Paolo Crepet risponde alla polemica su "Scuole sicure"
- La replica della consigliera Lacroce a Crepet
La polemica sul progetto "Scuole sicure" e l’evento con Crepet
16mila euro destinati a un singolo appuntamento con Paolo Crepet, quasi la metà del budget complessivo stanziato per il progetto "Scuole sicure". È questo il punto al centro della denuncia della consigliera del Comune di Pisa e docente Emilia Lacroce, che ha sollevato dubbi sull’impiego delle risorse pubbliche dedicate alle attività di prevenzione delle dipendenze giovanili.
In un video pubblicato sui social, Lacroce ha evidenziato che il progetto è stato finanziato con circa 25mila euro dal ministero dell’Interno e con ulteriori 8mila euro dal Comune. Di queste risorse, "16mila euro, ossia metà del budget, sono finiti in un solo evento con Crepet", che si è tenuto il 5 giugno alla Stazione Leopolda di Pisa.
Alla Nazione, Lacroce ha osservato che la cifra è "di più di quanto l’amministrazione stanzia nel bando annuale per sostenere le associazioni del territorio attive nei settori sociale, socioassistenziale e sociosanitario, per la prevenzione e il contrasto del disagio e della violenza giovanile, bullismo e cyberbullismo con attività educative rivolte ai giovani".
La consigliera pisana ha concluso: "Trovo che sia semplicemente allucinante che si sperperino risorse pubbliche preziose per eventi-passerella che non sono di nessuna efficacia per un efficace contrasto delle dipendenze tra i giovani".
Paolo Crepet risponde alla polemica su "Scuole sicure"
"Ho fatto quattromila conferenze in circa 30 anni di attività sul tema delle dipendenze giovanili. Apprendo ora dalla consigliera Lacroce che se sono state quattromila perdite di tempo", ha replicato Paolo Crepet sulle pagine della Nazione.
Lo psichiatra ha precisato che i 16mila euro contestati non rappresentano il suo compenso personale, spiegando che all’organizzazione dei suoi eventi lavorano numerosi professionisti, tra agenzie e tecnici, che "devono essere pagati".
Crepet ha poi detto di "pretendere rispetto" vista la sua esperienza sul tema: "Da decenni faccio conferenze sulle dipendenze giovanili, ho scritto 42 libri sull’argomento" e "mi sono laureato nel 1976 nel reparto di neurologia con i tossicodipendenti, se qualcuno che non era neanche nato mi accusa, ciò francamente è un fuor d’opera".
Ha infine rivendicato il valore educativo delle sue conferenze, respingendo l’idea che si tratti di una "passerella" e sostenendo che il ruolo di un intellettuale sia quello di promuovere il confronto e offrire spunti di riflessione. "Se qualcuno ritiene che ciò che dico a genitori e insegnanti sulle dipendenze sia inutile o uno show da quattro soldi, me ne farò una ragione", ha concluso Crepet.
La replica della consigliera Lacroce a Crepet
"La replica di Crepet lascia sconcertati", ha scritto Emilia Lacroce sulla sua pagina Facebook. "Un uomo che dice di ridere di fronte alle critiche di chi è nato dopo il 76 dimostra una supponenza che non fa onore ai suoi titoli". La consigliera, nel dettaglio, è nata nel 1988.
"Ci sono persone nate dopo il 76 che sono qualificate quanto e più di lui e, purtroppo, questo atteggiamento non sorprende perché mostra bene come tanta cultura e scienza di questo Paese siano ostaggio di una visione baronale e gerontocentrica, che soffoca i giovani – ha aggiunto -. Giovani su cui, da Crepet, mi aspetto i soliti luoghi comuni televisivi sul fare la gavetta".
Secondo la consigliera, la replica dello psichiatra è "completamente decentrata nel merito", visto che lei ha criticato "la scelta del Comune di Pisa di spendere in un singolo evento divulgativo più della metà del budget di un programma contro le dipendenze giovanili". E questo, ha puntualizzato, "varrebbe per qualsiasi ospite e non sono mai entrata nel merito delle sue qualità scientifiche da cui lui, invece, sembra ossessionato".
Lacroce ha concluso: "Se l’obiettivo è contrastare le dipendenze, 16.000 euro si possono spendere in modo più concreto ed efficace che un singolo evento divulgativo? Sì e lo ribadisco. Con buona pace di Crepet e di qualsiasi eventuale ospite al suo posto".