Crepet e rischio emulazione nei giovani: "Son tutti intelligenti"
Paolo Crepet parla del rischio di emulazione nei giovani di quello che si vede in tv e lancia una provocazione: "Oggi sono tutti intelligenti"
Esiste il rischio di emulazione nei giovani di tutto ciò che si vede in tv? A rispondere a questa domanda è stato il noto psichiatra Paolo Crepet, che in un’intervista non ha risparmiato critiche né al sistema televisivo né ai social. In merito all’uso di quest’ultimi, ha anche lanciato una provocazione sui ragazzi di oggi: “Ora sono tutti intelligenti“.
Cos’ha detto Crepet sul rischio di emulazione nei giovani della tv
Paolo Crepet è stato intervistato da Mow Mag in merito ai fenomeni televisivi, dal Grande Fratello a X Factor. Nel suo intervento ha spiegato che la televisione non esercita più l’influenza di un tempo, proponendo solo “talk show politici e cronaca nera a go go”.
Alla domanda se ciò che si vede in tv, reality compresi, possa essere emulato dai giovani, lo psichiatra ha risposto: “No, oggi i ragazzi seguono i social“. La televisione, ha affermato, “conta solo per Sanremo e se fossimo andati ai mondiali”. Per il resto, a suo avviso, ha perso gran parte della sua funzione di intrattenimento e non rappresenta più un riferimento per un pubblico giovane.
Sul rischio di emulazione, lo psichiatra ha aggiunto che non è nato né con la tv né con i social: “Esiste da metà dell’Ottocento, non è certo legato ai nuovi media“. L’esperto parla di “un vecchio dibattito che viene dal cinema, da capolavori come Arancia Meccanica, che voleva essere contro la violenza, ma nel frattempo la replicava”.
Sul tema ha concluso con una provocazione: “All’epoca i ragazzi andavano al cinema, pensa com’eravamo scemi! Adesso che sono tutti intelligenti, stanno chiusi in gabinetto a vedersi non so che cosa su un telefonino“.
L’attacco di Crepet sulla meritocrazia in tv e nei social
Paolo Crepet ha fatto anche una lunga riflessione sulla meritocrazia in tv e nei social, sottolineando che, a suo parere, non esiste. “Sui social basta mettere i soldi e si spostano i follower, è un gioco da ragazzi diventare eroi sui social“, ha detto, evidenziando che “non costa neanche tantissimo”.
Dall’altro lato, la tv “non ha alcuna propensione per la meritocrazia”. E ha fatto l’esempio del Grande Fratello, da in vent’anni “non sono usciti Mastroianni o Gassman”, ma solo poche persone che hanno intrapreso una carriera.
Stessa cosa vale per X Factor, sostiene Crepet, anche se “ha portato alla luce dei grandi talenti”. Secondo lo psichiatra, “di per sé la stessa mentalità di X Factor è un po’ contro il concetto di meritocrazia”. E questo a causa della centralità rivestita dalle cover nel programma: “Se tu fai una cover vuol dire che elimini già il tuo livello di creatività e talento“, ha evidenziato l’esperto. “Dov’è la meritocrazia? Se già il prodotto è ‘non fare niente di originale, ma copia tutto’, cosa vuole che produca tutto questo? Robetta, mica Gino Paoli“.
Crepet ha anche detto la sua sulla polemica che ha coinvolto Delia Buglisi, ex concorrente di X Factor. Durante la sua esibizione al Concertone del Primo maggio, la giovane siciliana ha cantato Bella ciao sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano”. “Una roba terrificante. Come si è permessa? – ha commentato lo psichiatra -. Ma che si vergogni”.