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Paolo Crepet ANSA

Crepet su genitori e figli: "Mio padre giudice e mia madre boia"

Paolo Crepet torna sull'educazione dei figli e svela un aneddoto che lo riguarda: ecco perché il padre era un "giudice" e sua madre il "boia"

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Il rapporto tra genitori e figli è tornato sotto la lente d’ingrandimento di Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e saggista italiano. In un video pubblicato sulla sua pagina Instagram, che riprende un breve estratto di un incontro pubblico, l’esperto è partito da un racconto personale per giungere a un insegnamento per i genitori di oggi in merito all’educazione dei figli.

Perché il padre di Crepet era il "giudice" e la madre il "boia"

"Mio papà faceva il giudice e mia mamma faceva il boia", ha esordito Crepet nel video pubblicato sui social. Da qui parte il suo racconto: "Quando succedeva qualcosa, non mi chiamavo più Paolo, mio padre mi chiamava ‘questo qui'", ha iniziato a spiegare lo psichiatra, che ha aggiunto che quando entrava "nel cono del ‘questo qui'", arrivavano le punizioni da parte dei genitori. "Questo qui non esce per 2-3 settimane", diceva il padre, mentre la madre rincarava la dose arrivando a 4 settimane di divieto. "Per essere sul sicuro non faceva meno, faceva di più", ha commentato.

Perché la mamma insisteva maggiormente sull’intensità della punizione data al figlio? "Perché era sana di mente – ha svelato ironicamente Crepet – e perché sapeva che doveva far così perché era l’unico modo per farmi capire che o io imparavo a fare delle cose per me stesso o sarebbe stata la mia fine, la mia fine e non la loro fine", ha spiegato lo psichiatra.

Attraverso questo episodio personale, Crepet ha ribadito una delle tesi che sostiene da tempo nei suoi interventi pubblici: l’educazione passa anche dalla capacità dei genitori di imporre limiti e far rispettare le regole. A suo avviso, infatti, proteggere eccessivamente i figli dal confronto con errori, responsabilità e conseguenze rischia di ostacolarne il percorso verso l’autonomia e la maturità.

La "totale idiozia" di alcuni genitori secondo Crepet

Il discorso di Crepet si ricollega a quello rivolto ai genitori durante un altro evento pubblico recente, nel quale ha usato l’espressione "totale idiozia" per riferirsi a un certo modo di intendere il rapporto con i figli.

Nel corso del suo intervento, Crepet ha affrontato proprio il tema delle privazioni nell’educazione dei figli, sostenendo che un genitore non dovrebbe preoccuparsi di soddisfare ogni desiderio dei ragazzi. Secondo lo psichiatra, infatti, la mancanza di qualcosa rappresenta spesso uno stimolo fondamentale per sviluppare curiosità, creatività, ingegno e capacità di adattamento. Al contrario, crescere in un contesto in cui tutto viene concesso e ogni necessità viene anticipata dagli adulti rischierebbe di limitare la spinta a mettersi in gioco e a conquistare la propria autonomia.

L’esperto, che di recente ha raccontato una storia "disarmante" su una studentessa e sulla possibilità che siano vietati i social ai più giovani (come nel caso della Norvegia), ha inoltre criticato la tendenza di alcuni genitori a evitare qualsiasi forma di frustrazione ai figli, rinunciando a imporre limiti o a pronunciare dei "no". A suo avviso, questo atteggiamento può portare i ragazzi a perdere il desiderio di impegnarsi per ottenere qualcosa e a sviluppare una minore capacità di affrontare le difficoltà.