Crepet ha 2 soluzioni per la scuola: le novità su voti e Maturità
Paolo Crepet propone due soluzioni per la scuola che aiutino i giovani a diventare più autonomi: cosa vuole cambiare su voti ed esame di Maturità
3 min di lettura
Come rendere i giovani più autonomi e intraprendenti? Paolo Crepet propone due soluzioni: anticipare di un anno l’esame di Maturità e "ripristinare i voti" a scuola, che oggi lo psichiatra definisce "non-voti". Per Crepet, la combinazione tra eccessiva protezione familiare e assenza di giudizio avrebbe contribuito a creare una generazione che teme l’errore e rifugge il rischio. Invece, a suo avviso, per diventare adulti consapevoli serve uscire di casa presto, accettare la possibilità di sbagliare e recuperare una cultura del merito. E soprattutto, serve ribellarsi.
Qual è la ricetta di Paolo Crepet per i giovani e la scuola
"Vogliamo favorire l’auto imprenditorialità dei giovani? Bene, escano di casa a 18 anni", ha detto Paolo Crepet intervistato dall’Adnkronos. In Italia, sostiene, esistono due fattori che "ti castrano" da giovane: essere troppo protetti e troppo controllati. E "se sei protetto e controllato non puoi e non vuoi sbagliare, hai paura del giudizio. Quindi la prima cosa è andare via di casa", ha ribadito, aggiungendo: "Finché stai con la mamma non puoi sbagliare. Se sei solo in Wisconsin, ti tocca".
Lo psichiatra chiede quindi alla politica una riforma per "abbassare l’età in cui si consegue la Maturità", facendo notare come in molti Paesi europei i ragazzi si diplomano a 18 anni, non a 19.
La seconda proposta riguarda i voti. Secondo Crepet, a scuola "il giudizio non c’è più, ci sono i non-voti". Dunque, "se per 18 anni non vieni giudicato, è evidente che poi i ragazzi abbiano paura di esserlo, quindi abbiano paura di sbagliare". Invece, spiega, sbagliare è necessario perché fa fa parte della crescita, aiuta a diventare autonomi e a costruire la propria personalità.
Lo psichiatra ha poi messo in guardia dalla tentazione di cercare scorciatoie per raggiungere rapidamente il successo: "Servono bravi, non raccomandati. E non giovani che sperano di guadagnare tanto facendo poco", perché "per diventare grande devi fare cose inutili, non oriented".
Il messaggio di Crepet ai giovani: "Siate ribelli"
Crepet critica una generazione che, a suo giudizio, tende spesso a cercare il consenso e la sicurezza invece di correre dei rischi. Nella sua analisi, anche le relazioni sentimentali diventano un esempio di questa ricerca di approvazione: "Si ‘fidanzano’ a vent’anni e portano la ‘fidanzata’ a casa. Io la portavo in 500".
Per lo stesso motivo, sostiene, i giovani d’oggi "amano" l’intelligenza artificiale, perché "ti dà quello che vuoi, che è un consenso reiterato, che è conservatrice, non ti vuole fedifrago".
Da qui il suo affondo contro una società che considera sempre più omologata: "Siamo un popolo di sfigati comandato da sfigati dove meno fai e più sei apprezzato; morosa dello stesso quartiere, tutte uguali, con lo stampino; no Erasmus, stai a casa da mamma che ti prepara gli gnocchi".
Il diverso, invece, "non è una bestemmia", ha sottolineato Crepet, richiamando il tema della musica e della cultura. Ha così citato Sfera Ebbasta, finito al centro delle polemiche per essere arrivato allo Stadio San Siro di Milano circondato da dieci ragazze, "tutte lo stesso vestito, la stessa abbronzatura". Un’immagine che lo psichiatra ha contrapposto ai suoi miti, le cui compagne "non erano cloni, erano diverse". Quella per lui è la vera bellezza.
Questo è il suo messaggio finale per i giovani: "Andatevene di casa, siate diversi, ribelli e non abbiate paura di sbagliare che è godere. Se non sbagli non godi. Lei si è innamorata di più di quello giusto o sbagliato? Sbagliando si cresce", ha concluso Crepet.