Crepet ha un consiglio per i giovani: il messaggio sulla felicità
Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet offre un consiglio ai giovani e lancia un messaggio sulla felicità: "Fate delle cose, smettete di guardarle"
In un mondo dominato dalla tecnologia e, soprattutto, dalla tendenza a delegarle ogni forma di sforzo, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet lancia un messaggio ai giovani sulla felicità per spronarli a impegnarsi, a coltivare le proprie passioni e, soprattutto, a ritrovare il valore del fare.
Il consiglio di Paolo Crepet ai giovani
La riflessione dello psichiatra parte da una constatazione: "Viviamo in un mondo di zombie, dove non si riesce più a dialogare e a parlare, tutto è affidato ai social e ora anche all’intelligenza artificiale", ha affermato Paolo Crepet, come riportato dal Corriere Adriatico.
Nel suo intervento, l’esperto ha parlato della dipendenza dai social, che è "più subdola" di quella dalle droghe, e dell’IA, "deleteria" soprattutto per le nuove generazioni, che spesso la utilizzano per evitare di fare sforzi.
Da un punto di vista formativo, ha detto Crepet, l’intelligenza artificiale è "un disastro assoluto", perché con questa "i nostri ragazzi non sono più abituati a fare e a pensare: hanno tutto pronto, basta rivolgersi a ChatGPT".
Come invertire la rotta? Lo psichiatra invita i giovani ad agire: "Cosa consiglio ai ragazzi per cercare la felicità? Consiglio loro di fare cose, di impegnarsi, di avere passioni, di coltivarle ma soprattutto di attivarsi in qualcosa, non di far passare il tempo e basta".
Ha così citato Keith Richards, il chitarrista dei Rolling Stones, che diceva che "una band si basa su ciò che fa". Da qui il consiglio di Crepet: "Ai ragazzi dico lo stesso: fate delle cose, smettete di guardarle, di stare seduti a fantasticare, fatele concretamente".
Cosa bisogna dire ai ragazzi secondo Crepet
Non è la prima volta che Crepet riporta la frase di Richards quando parla di giovani. Lo psichiatra ha proposto la citazione del chitarrista dei Rolling Stones durante un’intervista a Il fienile, il podcast di Luca Zaia dove è stato ospitato lo scorso aprile.
In quell’occasione, Crepet ha rivolto un appello agli adulti: "Bisogna dire ai ragazzi: non rinunciate mai alle cose che sognate. Perché non si può vivere, e questa forse è la cosa peggiore che possiamo fare, di omissioni. È il concetto di libertà".
Lo psichiatra ha ribadito che il vero fallimento non è sbagliare, ma il non averci provato, ricordando ai ragazzi che di fronte a loro c’è un mare di possibilità e che ogni giorno offre l’opportunità di fare cose nuove, confrontarsi, cambiare e costruire, anche attraverso piccoli gesti di vita quotidiana.
Ha poi parlato del dolore come un’emozione necessaria: "Quando leggi le storie dei grandi, c’è sempre una parola che ricorre, che si chiama dolore". Ha così criticato la tendenza della società contemporanea a rifuggire il dolore in qualsiasi sua forma: "Siamo diventati ossessionati dall’anestesia, non vogliamo patire per niente. Uno si prende la bicicletta con la pedalata assistita. Ma perché te la compri? Perché devi trovare sempre la versione comoda di un’esistenza che non può essere comoda?", ha sottolineato Crepet.
Sul tema ha concluso: "Questa quiet living (vita tranquilla), come la chiamano alcuni giovani, a me sembra un’offesa. È un’offesa alla vita. La vita non è quiet".