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Crepet ha un messaggio per i giovani: l'appello sulla "libertà"

Paolo Crepet lancia un appello ai giovani sulla libertà e svela "l'unico rimedio" per evitare l'omologazione e "riprenderci la nostra unicità"

3 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

In occasione del Festival Dannunziano di Pescara, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha lanciato un messaggio ai giovani invitandoli a non rinunciare alla propria unicità in un’epoca in cui l’omologazione sembra trovare sempre più spazio. "Non perdete il vizio della libertà", ha detto. Le sue parole sono un appello a non smarrire la passione, a coltivare i sogni e a alimentare e proteggere quella scintilla interiore che rende ciascuno irripetibile.

L’appello ai giovani di Crepet tra passione e libertà

Il 31 agosto, Paolo Crepet è stato ospite del Festival Dannunziano di Pescara, accolto da una piazza della Rinascita gremita. Intervistato dal Tgr Abruzzo, partendo proprio dal nome della piazza, lo psichiatra ha osservato: "Adesso la rinascita spero che ci sia", anche se "faccio un po’ fatica a coniugarla con le notizie che leggiamo tutti i giorni sui giornali".

In questo contesto, ha spiegato, sognare diventa fondamentale. Ma "i sogni costano molto", perché richiedono impegno, perseveranza, e una certa dose di rischio. "Infatti penso che la gente preferisca farne a meno", ha aggiunto.

Ha poi puntato il dito contro l’omologazione, sottolineando che "tanta gente ci vuole omologati", per esempio "molti dei grandi proprietari di tecnologie digitali", che "vorrebbero che tutto il mondo si trasformasse in un piccolo omuncolo che compra, compra, compra".

Richiamando la citazione di Gabriele D’Annunzio "La passione in tutto. L’ho pensata unita, l’ho sognata grande", scelta come motto dell’edizione 2026 del festival, Crepet ha ribadito: "La passione prima di tutto", aggiungendo che "per riprenderci la nostra unicità, il rimedio è rimanere liberi", anche se "è una cosa molto complicata".

E ha concluso: "Io auguro, soprattutto alle nuove generazioni, di non perdersi il vizio della libertà. Questo augurerei alle ragazze e ai ragazzi".

Cos’ha detto Paolo Crepet sulle "anime libere" e i sogni

Paolo Crepet torna spesso sul tema della libertà nei suoi interventi pubblici. Durante uno spettacolo, ripreso in un reel Instagram, ha spiegato che "le anime libere sono rare, perché oggi va di moda il consenso, non la libertà".

Il motivo è che "la libertà costa, la libertà ti impone dei rischi", mentre "il consenso no, attutisce, appiana". Ma, avverte lo psichiatra, "senza quella libertà, siamo tutti infelici". Perché "la libertà di una persona libera ti fa bene, è proprio una terapia".

La libertà, ha proseguito, "è la migliore compagna per i vostri sogni". E i sogni "non costano nulla, se non la fatica di andarci vicino".

Da qui il suo messaggio: "Cercate proprio la Luna. E anche se non ci riuscite, in ogni caso sarete seduti tra le stelle". È un invito a puntare in alto, senza lasciare che la paura del fallimento impedisca di tentare. Anche senza raggiungere il traguardo prefissato, il percorso permette di scoprire nuove parti di sé e di immaginare nuovi obiettivi.

Infine, Crepet ha rivolto un ultimo monito ai giovani: "Non fate l’errore di arrivare alla mia età aspettandovi tutto dagli altri. Prendete il vostro coraggio, la vostra bellezza e cercate di essere i cacciatori dei vostri orizzonti. Nessuno lo può fare per voi. Perché questa si chiama vita".