Crepet: "I maestri dicono le cose difficili". E cita Harry Styles
Ospite in radio, Paolo Crepet ha spiegato che i veri maestri sono quelli che "ti dicono le cose difficili" e ha citato Harry Styles e Roberto Bolle
Chi sono davvero i maestri? Per Paolo Crepet non sono semplicemente coloro che trasmettono nozioni, ma figure capaci di orientare e di ispirare. In una nuova intervista radiofonica, lo psichiatra ha spiegato che i veri maestri sono quelli che "ti dicono le cose difficili". E ha indicato delle personalità che, per lui, rappresentano dei modelli contemporanei, tra cui Harry Styles e Roberto Bolle.
- Cosa dicono i veri maestri (secondo Crepet)
- Crepet sul messaggio di Harry Styles al pubblico in un concerto
- Le parole di Crepet su Roberto Bolle e la disciplina
Cosa dicono i veri maestri (secondo Crepet)
Paolo Crepet è stato ospite della puntata del 16 aprile di Say Waaad?, il programma di Radio Deejay condotto da Michele Wad Caporosso. Nel corso della conversazione, lo psichiatra ha riflettuto sulla figura del maestro. Lo spunto è arrivato dalla domanda di un ascoltatore: "Noi adulti siamo ancora in grado di trasmettere alle nuove generazioni un senso di ciò che facciamo?".
"La risposta è quella che ha dato il Papa l’altro giorno: ‘Io non ho paura‘ – ha replicato Crepet -. Questo è un adulto che insegna ai ragazzi a vivere", invitandoli a dire quello che pensano, senza timore. Un insegnamento che lo psichiatra ha definito "enorme", tanto da immaginarlo stampato su una t-shirt: "Be you, sii te stesso".
Tra i maestri che hanno segnato la sua formazione, Crepet ha menzionato il celebre psichiatra Franco Basaglia, di cui ha ricordato una massima: "Non bisogna vincere ma convincere".
"È molto più complicato convincere che vincere, è difficilissimo – ha osservato Crepet -. Però i maestri ti dicono le cose difficili, quelle facili te le dicono tutti. Anche l’intelligenza artificiale è banalotta", ha aggiunto con tono ironico.
Crepet sul messaggio di Harry Styles al pubblico in un concerto
Lo psichiatra ha poi parlato della sua amicizia con Harry Styles, definendolo "un ragazzo meraviglioso". Ha raccontato che, durante una loro recente passeggiata, sono stati fermati da un gruppo di persone e che il cantante pensava che fossero per lui. "Ma erano vecchi. Gli ho detto: non ti preoccupare, questi sono per me", ha scherzato Crepet.
Di Harry Styles, Crepet ammira soprattutto la sua "grande capacità di comunicazione che riguarda una parola, che si chiama libertà". Durante un suo concerto a cui ha partecipato anche lo psichiatra, la pop star ha detto al pubblico: "Io vorrei che ognuno di voi questa sera potesse sognare di essere ciò che vuole essere".
"Essere liberi di essere se stessi è una cosa rivoluzionaria – ha commentato Crepet -. Oggi ancora di più, perché ci sono degli strumenti ancora più forti che ci controllano, questo è evidente. Non è paranoia, è nelle cose. Mantenere questa capacità di stare nel mondo, di dire: punto, io sono disponibile fino a qua, poi c’è una parte della vita che è mia, che non ostento, che fa parte di me, che però comunico dicendo che ognuno di voi deve essere libero di sognare ciò che vuole essere, beh, questa è una cosa bellissima. Io gliel’ho visto fare una volta davanti a una vagonata di persone. È veramente un ragazzo incredibile".
Oltre a Harry Styles, Crepet ha svelato di avere molti amici giovani. "Io cerco di frequentare le persone molto giovani per una questione basilare, perché con quelli dell’età mia mi annoio un po’. Ho degli amici molto giovani, sotto i 30 anni, con cui mi diverto molto a parlare, ad ascoltare, a capire".
Le parole di Crepet su Roberto Bolle e la disciplina
Nel suo intervento, Crepet ha anche citato il ballerino Roberto Bolle come esempio di disciplina.
"Mi pare un gran fico, nel senso bello della parola – ha esordito lo psichiatra -. È la condensazione di una parola che si chiama disciplina. È un uomo di tale capacità, di autodisciplina, perché per arrivare a quei livelli o c’hai la disciplina o c’hai la disciplina".
La disciplina, ha proseguito, "è una cosa che ti devi dare, non che gli altri vogliono da te". Quella che conta davvero non è "la disciplina militaresca", ma quella che "ti dai perché domani mattina ti devi alzare un’ora prima perché devi fare quella roba là", ha concluso Paolo Crepet.