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Lo psichiatra Paolo Crepet Ipa

Crepet svela come l'intelligenza umana può "trionfare" sull'IA

Paolo Crepet è tornato a parlare dell'intelligenza artificiale e dei suoi rischi, proponendo una soluzione per far trionfare l'intelligenza umana

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Paolo Crepet è intervenuto nuovamente per parlare di intelligenza artificiale. Lo psichiatra nato a Torino, ma cresciuto a Padova, che considera la sua città di adozione, in una riflessione più ampia sulla situazione internazionale e in vista di un suo spettacolo sul pensiero libero, ha introdotto anche un approfondimento sull’IA. Questa nuova tecnologia è ormai presente nelle nostre vite e ha già modificato molti aspetti del nostro quotidiano: come può l’intelligenza umana trionfare su quella artificiale?

Cosa pensa Paolo Crepet dell’intelligenza artificiale

Paolo Crepet è stato intervistato dal quotidiano Il Mattino, in occasione di una lectio sul "reato di pensare". Oltre ad aver analizzato l’attuale situazione internazionale, spiegando cosa insegna, di sbagliato, la guerra a ragazzi e ragazze, lo psichiatra è anche intervenuto per parlare di intelligenza artificiale, un altro tema affrontato nel suo incontro al Teatro Augusteo di Napoli del 16 marzo 2026.

Secondo il sociologo, l’intelligenza artificiale "ha cambiato il nostro modo di vivere, non c’è dubbio, e lo farà sempre di più". Cosa fa l’IA al posto nostro? "Risolve per noi i problemi, ci permette di stare seduti sul divano mentre un povero cristo sta correndo in motorino per consegnarci la pizza".

Paolo Crepet durante l’intervista ha anche riflettuto su cosa facciamo noi usando l’intelligenza artificiale. "Come utilizziamo il tempo che abbiamo a disposizione?", si è domandato lo psichiatra, dandosi una risposta. Lo utilizziamo rimanendo "stravaccati sul divano, con lo sguardo inebetito sui social".

Quando l’essere umano è felice secondo Paolo Crepet

Il problema secondo Paolo Crepet è se sia davvero questo quello che vogliamo per la nostra esistenza: "Siamo sicuri che questa è la vita che fa per noi, che in questo modo siamo felici?".

Secondo lo psichiatra non lo siamo: "L’essere umano è felice quando capisce chi è e come può essere felice. Per capire se stessi è indispensabile confrontarsi di persona con altri esseri umani, innamorarsi di persone reali, litigare con esseri pensanti, passeggiare con la mente impegnata a farsi domande, non ad anestetizzarsi".

Per essere felici bisogna sperimentare "tutto l’opposto di quello che offre l’intelligenza artificiale, crogiolarsi in un’autocrazia personale. È l’antitesi del progresso, quello vero". L’unica speranza secondo lo psichiatra è quella di "rimanere umani". Per spiegare cosa significa ha svelato un piccolo aneddoto, raccontando dell’ultima volta che è stato a Napoli per un incontro: "Mi si è avvicinata una signora che mi ha spiazzato", ha raccontato il sociologo. "Mi ha guardato, mi ha preso la mano e mi ha detto: Dotto’, ma che c’è, la vedo sciupata".

Un semplice gesto che rappresenta "la cura, la preoccupazione per un’altra persona che non è di famiglia": Paolo Crepet ha spiegato che "questa forma di umanità gratuita a Napoli ancora si trova e credo sia lo strumento più efficace per far trionfare l’intelligenza umana su quella artificiale".

L’allarme di Paolo Crepet sull’IA

In un’intervista a Il Resto del Carlino, Paolo Crepet si è scagliato contro l’intelligenza artificiale. "Già fatichiamo a distinguere il vero da ciò che ha creato l’intelligenza artificiale. Se poi ci mettiamo che alcuni attori americani hanno siglato accordi ufficiali con una startup per permettere all’azienda di replicare le loro voci tramite IA e renderle disponibili per usi autorizzati, vuol dire che legittimiamo i falsi".

Lo psichiatra ha scoperto che in rete ci sono dei contenuti con un falso lui: stesso volto, stessa voce. La sua replica è intenta a tenere conferenze, ma non era lui e non erano i suoi contenuti. Per fortuna non sono state diffuse fake news o truffe, ma Crepet si chiede "con chi me la sarei potuta prendere, con quel certo Altman che vive nel suo ranch in California?", nominando uno dei fondatori di OpenIA, che ha sviluppato ChatGPT.

Sono a rischio sia la libertà di pensiero sia lo slancio creativo, "quell’intuizione imprevedibile che nasce ai margini, fuori dai percorsi tracciati, e non dalla ripetizione dell’esistente".