Crepet, la Maturità e le scuole "vietate agli adulti": l'affondo
Con l'avvicinarsi della Maturità, Paolo Crepet ha affermato che le scuole dovrebbero essere "vietate" agli adulti: l'affondo del noto psichiatra
In vista dell’esame di Maturità, che partirà giovedì 18 giugno, il noto psichiatra e sociologo Paolo Crepet è tornato a parlare di scuole e di giovani con un nuovo affondo contro gli adulti.
- Cos'ha detto Paolo Crepet su scuola e genitori
- Come dovrebbero fare gli adulti secondo Crepet
- Di cosa hanno bisogno i giovani d'oggi per Crepet
Cos’ha detto Paolo Crepet su scuola e genitori
Paolo Crepet è stato ospite del Festival Cultura Liberata 2026, che si è svolto dal 12 al 14 giugno a Conegliano (Treviso). Con l’avvicinarsi della Maturità, durante il suo intervento al Teatro Accademia lo psichiatra ha rivolto lo sguardo al mondo della scuola soffermandosi sul tema del merito.
"Se promuoviamo tutti, allora non promuoviamo nessuno. Io credo nel merito e in un attimo di ribellione da parte dei giovani, che vuol dire tracciare la propria strada, nonostante i ‘no’ che si ricevono", ha affermato Crepet, come riportato da Qdpnews.it.
L’esperto non ha risparmiato critiche ai genitori iperprotettivi: "Ai genitori che vanno ai concerti con i figli chiedo: perché non state a casa? Statevene a casa tranquilli. Oggi c’è l’ossessione del controllo, che inizia alle 8.30 del mattino con il registro elettronico".
Come ha dichiarato in più occasioni parlando del rapporto tra genitori e scuola, ha aggiunto: "Io sarei per proibire l’ingresso degli adulti nelle scuole. Cosa andate a fare là? I sindacalisti? Non avete altro da fare?". Così facendo, ha avvertito Crepet, "si crea un danno e crescono persone fragili".
Come dovrebbero fare gli adulti secondo Crepet
Secondo Crepet gli adulti devono smettere di essere iperprotettivi e devono iniziare a prendersi le proprie responsabilità nei confronti delle nuove generazioni: "Gli adulti devono creare i presupposti per un mondo migliore", ha sottolineato. E questo, a suo avviso, significa anche lavorare affinché i giovani emigrati all’estero rientrino in Italia "con un salario dignitoso e una speranza di vita".
Guardando al mondo della scuola, "proporrei dei progetti come quello di adottare un cucciolo, per insegnare ad accudire". E sull’educazione ha aggiunto: "Togliete lo schermo ai bambini di 6 anni e date loro delle matite colorate se non volete che diventino dei rimbecilliti a 42 anni". Perché, ha ricordato, "l’evoluzione pedagogica passa per la creatività".
Di cosa hanno bisogno i giovani d’oggi per Crepet
Nella parte finale del suo intervento, Crepet si è concentrato su ciò che, a suo avviso, manca ai giovani d’oggi: "Credo che i giovani abbiano bisogno di qualche mito e bisogna avere fiducia", sottolineando quanto sia fondamentale avere degli esempi "per tornare a far sognare i giovani". E ha ricordato che, quando era ragazzo, i suoi punti di riferimento sono stati i nonni.
Parlando ancora delle nuove generazioni, ha espresso un giudizio molto duro sulla comfort zone: "Non so cosa ci sia di peggio". Per chiarire la sua posizione, ha citato un dato: "Un terzo delle nostre aziende con il cambio generazionale muore". Da qui il suo monito ai ragazzi: "Se pensate che i soldi sia meglio ereditarli anziché farli, siete morti".
Infine, Crepet ha lanciato un messaggio diretto ai giovani: "Ribellatevi. Ogni tanto un mescolamento delle carte aiuta. A volte anche la nostra mente ha bisogno di un aggiornamento e io sono convinto che ce la facciamo".