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Crepet: "Metal detector a scuola? Ultimo dei pensieri". Cosa fare

I metal detector a scuola per contrastare la violenza giovanile sono "l'ultimo dei miei pensieri", ha detto Crepet: cosa bisogna fare secondo lui

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La proposta del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di installare metal detector a scuola, avanzata dopo il tragico caso dello studente ucciso a scuola a La Spezia, continua a dividere l’opinione pubblica. Tra i critici c’è anche Paolo Crepet: “Il metal detector all’ingresso delle scuole è l’ultimo dei miei pensieri francamente”, ha detto. Ma allora, cosa bisogna fare secondo lo psichiatra?

Cos’ha detto Crepet sui metal detector a scuola

Metal detector a scuola, sì o no? Sono numerosi gli esperti che si sono espressi negativamente su quanto proposto dal ministro Valditara dopo la morte dello studente 18enne accoltellato in classe da un compagno all’Istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia. Oltre al pedagogista Daniele Novara e i prof Enrico Galiano e Andrea Maggi, le critiche sono arrivate anche dallo psichiatra Paolo Crepet.

“Dire che in una scuola non si possa entrare con un coltello, oppure come successe qualche tempo fa con dei fucili a pallini, mi sembra abbastanza evidente”, ha affermato Crepet intervenuto a Battitori Liberi su Radio Cusano Campus, come riportato dal Secolo Trentino.

“Noi non siamo capaci di fare niente. Mettere delle regole sarebbe ovvio: io non posso entrare a San Pietro in costume”, ha proseguito. Ma, ha aggiunto, “il metal detector all’ingresso delle scuole è l’ultimo dei miei pensieri francamente“.

Prima di ipotizzare l’installazione di dispositivi di sicurezza negli istituti scolastici, per Crepet è necessario fermarsi a comprendere ciò che sta accadendo. “Bisogna capire il fenomeno“, ha spiegato, sottolineando come questo richieda il coraggio di porre “domande scomode” ai giovani. Una su tutte: “Quanto vi piace la violenza?“. Una domanda che, a suo avviso, non viene mai rivolta ai ragazzi perché “abbiamo paura di fare domande”.

Perché i ragazzi di oggi sono “frustrati” secondo Crepet

Parlando più in generale di violenza giovanile, Crepet ha proseguito: “Non capisco chi si meraviglia. Sono decenni che continuiamo a favorire strumenti di tutti i tipi, dalla droga all’alcol all’utilizzo dei social. Mi sembra tutto abbastanza evidente”. Il rischio, ha avvisato, è quello di rimuovere rapidamente il problema: “Se poi vogliamo girare pagina, avere fretta di parlare d’altro facciamolo fino al prossimo morto“.

La riflessione dello psichiatra si è poi allargata al contesto in cui vivono i giovani di oggi. Crepet ha parlato di una frustrazione che non riguarda solo una generazione, ma l’intera società: “Noi siamo un mondo di frustrati perché non c’è niente. Cosa c’è di entusiasmante? Qual è il mito dei ragazzi di oggi?”. Secondo il professore, i giovani crescono senza modelli capaci di ispirare: “Io avevo John Lennon, adesso chi sono i miti?“.

Un altro nodo centrale riguarda la facilità con cui i ragazzi entrano in contatto con droga e alcol. “Gli psicofarmaci si comprano anche online”, ha osservato, chiedendosi anche “perché a 13 anni si può entrare in un bar ad ubriacarsi?”. Da qui la richiesta di un intervento deciso da parte delle istituzioni: “Il governo deve avere tolleranza zero con la droga, deve essere molto severo“.

Infine, il confronto con il passato: “Negli anni Sessanta, a 16 anni si lavorava con la busta paga, a 18 avevi una casa. Oggi la frustrazione è ovvia perché non c’è un futuro“. Ma la responsabilità, secondo Crepet, non è solo degli adulti: “La colpa è anche dei ragazzi, perché se ti pare normale che il tuo fidanzato giri con un coltello e ti pare pure figo, allora c’è qualcosa che non va”.

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