Crepet mette in guardia genitori e figli: occhio alla familiarità
Paolo Crepet torna sul rapporto tra genitori e figli con un avvertimento: la spiegazione del concetto di "familiarità" nelle relazioni familiari
Ereditario e familiare sono due cose ben diverse. Lo ha puntualizzato Paolo Crepet in una trasmissione radiofonica parlando di ansia e di comportamenti che si trasmettono all’interno delle relazioni genitori – figli. Lo psichiatra ha così spiegato il concetto di "familiarità", spesso sottovalutato quando si analizzano le dinamiche emotive che passano da una generazione all’altra.
Crepet spiega quanto influisce la "familiarità" con i genitori sui figli
"Eredità fa pensare alla genetica e su questo andrei cauto, perché sennò se fosse tutto genetica saremmo fregati. Se hai un padre alcolista, allora geneticamente diventi alcolista?". Lo ha detto Paolo Crepet a Radio Radio, dove ha dedicato una lunga riflessione al tema dell’ansia e delle sue implicazioni. Lo psichiatra ha chiarito che l’ansia non è "ereditaria", ovvero non è scritta nel sangue.
La parola giusta da utilizzare in questo caso, suggerisce l’esperto, è "familiarità", ovvero qualcosa che si apprende dai genitori spesso senza accorgersene. "La familiarità si apprende per tanti tentativi, tanti errori – ha precisato Crepet -. Normalmente, quando siamo giovani siamo molto critici nei confronti dei nostri genitori, poi invecchiando li copiamo".
E ha proseguito: "Magari all’inizio si reagisce nei confronti di una madre, per esempio, troppo ansiosa, che controlla tutto, e allora magari ha dei figli o delle figlie che scappano di casa con le lenzuola dalla finestra. Però poi ti scopri a 50 anni di essere madre e di controllare tutto di tuo figlio".
Crepet ha concluso con una provocazione: "Tutto questo non è genetica, è mancanza di originalità, mettiamola così".
Cos’ha detto Paolo Crepet sull’ansia e il "distress"
Durante il suo intervento, Crepet ha spiegato che l’ansia non deve essere considerata esclusivamente come un elemento negativo. Anzi, può avere una funzione utile se vissuta nel modo giusto: "Gli ansiosi non perdono mai un treno", ha affermato, evidenziando come la tensione possa, in alcune situazioni, favorire l’attenzione e la reattività.
Lo psichiatra ha ricordato che ogni esperienza umana possiede un lato costruttivo e uno distruttivo, e che anche le emozioni più difficili possono avere un ruolo importante nel percorso di ciascuno di noi: "C’è un amore creativo e un amore distruttivo. C’è un dolore che crea e un dolore che distrugge. C’è un’amicizia che può creare e un’amicizia che a volte distrugge. Tutto funziona così. Quindi certo che anche l’ansia è parte di questo straordinario luna park".
Da qui il suo invito a non evitare le emozioni: "Non bisogna avere paura delle paure, bisogna viversi, perché ci sono dei momenti di bellezza e ci sono dei momenti di angoscia". Crepet ha citato anche la grande poetessa Alda Merini, ricordando che una volta gli disse: "Anche l’angoscia è creativa". "Aveva ragione lei", ha commentato lo psichiatra, evidenziando come sono spesso le sensazioni più spiacevoli a generare qualcosa. Tanto che nel corso dell’intervista ha osservato: "Le bellezze del mondo, della storia dell’umanità, le hanno create i disagiati, non gli agiati".
Crepet ha infine spiegato la differenza tra stress e distress prendendo ad esempio il numero uno del tennis mondiale Jannik Sinner: "Gli inglesi distinguono tra stress e distress. Distress è una cosa negativa, una cosa che fa ammalare. Lo stress è fenomenale. E se Sinner non avesse stress, perderebbe sicuro".