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Crepet mette in guardia sul cielo senza nuvole: "Vita terribile"

Lo psichiatra Paolo Crepet mette in guardia dal "cielo senza nuvole" e lancia il suo messaggio: "Che sarebbe mai la vita? Una cosa terribile"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

"La vita senza nuvole sarebbe terribile". Lo ha detto Paolo Crepet, ragionando sull’avanzare della tecnologia e alla nostra tendenza a delegarle sempre più attività. Ma, ricorda il noto psichiatra, l’esistenza è fatta di difficoltà che non possiamo eliminare e che, in qualche modo, le danno un senso.

Perché la vita senza nuvole è "terribile" per Crepet

"Questo algoritmo ti dà sempre ragione, perché sono fatti apposta per darti ragione, per dirti sempre di sì. Ma cosa te ne fai di un tuttofare che ti gira anche lo zucchero dentro il caffè? Non funziona così", ha affermato Paolo Crepet in uno spettacolo, ripreso in un reel pubblicato sul suo profilo Instagram.

Lo psichiatra ha così citato una "canzone straordinaria" scritta dalla "grande cantante" statunitense Carly Simon, You’re so vain. "Un verso dice ‘clouds in my coffee‘, cioè io vedo le nuvole dentro il mio caffè. Beh, è molto importante che noi possiamo vedere le nostre nuvole da qualche parte, perché il cielo senza nuvole non avrebbe senso", ha commentato.

"È bello che (il cielo) ogni tanto sia tutto azzurro, ma ogni tanto. Se fosse così tutti i giorni dell’anno, se il mare non avesse gli scogli, se non ci fosse la discontinuità, se non ci fosse la paura, che sarebbe mai la vita? Una cosa terribile", ha osservato.

Il messaggio di Paolo Crepet ai giovani: "Ribellatevi"

Ospite del Festival Cultura Liberata 2026 di Conegliano (Treviso), lo psichiatra ha raccontato di aver provato, insieme ad un amico "smanettone", a chiedere a un chatbot di scrivere una poesia sui giovani con il suo stile. "Una boiata pazzesca", ha commentato.

Lo psichiatra ha proseguito: "Qual è la più brutta canzone dei Beatles? Quella fatta con l’intelligenza artificiale, l’ultima. Non è banale, è banalissimissima", facendo qui riferimento all’inedito del gruppo Now and then realizzato con l’aiuto dell’IA e pubblicato nel 2023. Mentre qualsiasi altra canzone dei Beatles "è stata una rivoluzione totale".

Per Crepet l’IA "è una roba facile, che ci conviene perché ci metti 5 minuti. Ma cosa viene fuori, qualcosa di inaspettato? È un insulto alla nostra intelligenza. A me piace un ragazzo che si inventa qualche cosa. Io domani alle 9.30 incontro uno di 27 anni che è un grande poeta. Cosa mi dirà? Non ne ho la più pallida idea, è per quello che lo voglio incontrare. Se sapessi già quello che mi dice, cosa lo incontro a fare?".

Da qui il suo appello ai giovani: "Quindi ribellatevi. Ogni tanto un rimescolamento delle carte fa bene e crea speranza".

Perché secondo Crepet "bisogna avere fiducia"

Durante il suo intervento al Festival Cultura Liberata, Crepet ha rivolto un altro invito alle nuove generazioni: "Io credo che voi giovani abbiate bisogno di qualche mito. Ognuno di noi è cresciuto con dei miti, ognuno ha i miti che vuole. Possono essere miti della musica o dell’arte o del cinema o di qualsiasi cosa. Basta averlo", ha detto.

"Non si può pensare che le stelle non ci siano più nel cielo, perché il cielo è più brutto senza stelle. Bisogna cercarle anche nei momenti in cui il cielo sembra offuscarsi o sembra nascondere le cose più belle che ha. E quindi io credo che dobbiamo avere questa fiducia", ha concluso Paolo Crepet.