Crepet: "Multa a Meta sulla dipendenza social è farsa surreale"
Crepet ha commentato il patteggiamento di Meta nell'ambito del processo sulla dipendenza da social negli Usa definendolo una "farsa surreale"
La multa di 16,7 miliardi di dollari a Meta per i rischi legati alla dipendenza dai social network tra i più giovani non convince Paolo Crepet, che definisce la vicenda una "farsa surreale". Il commento del noto psichiatra arriva dopo il patteggiamento raggiunto negli Stati Uniti dalla big tech, accusata di aver favorito l’uso compulsivo di Facebook e Instagram tra gli adolescenti. Oltre alla sanzione miliardaria, Meta si impegna a introdurre alcune restrizioni all’uso dei social da parte degli under 18.
- Cos'ha detto Crepet sulla multa a Meta per la dipendenza social
- Perché Meta è finita sotto processo negli Stati Uniti
- I nuovi limiti a Facebook e Instagram dopo il patteggiamento
Cos’ha detto Crepet sulla multa a Meta per la dipendenza social
"Mi sembra una farsa surreale". È con queste parole che Paolo Crepet ha commentato, durante il programma Coffee Break Estate di La7 del 28 agosto, il patteggiamento raggiunto da Meta con una coalizione di 29 Stati americani, a meno di due settimane dall’inizio del processo che si è svolto a Oakland, in California.
"Un mondo di dipendenti dai social chiedono ad un’azienda che costruisce social di pentirsi, di risarcire dei danni che i figli dei dipendenti da social hanno subito", ha proseguito lo psichiatra, facendo riferimento alle accuse mosse contro il colosso guidato da Mark Zuckerberg, secondo cui Facebook e Instagram sarebbero stati progettati con funzioni in grado di favorire dipendenza, con possibili conseguenze sulla salute mentale dei minorenni, dall’ansia alla depressione fino al suicidio.
Meta dovrà quindi versare 16,7 miliardi di dollari nell’ambito dell’accordo e garantire alcune misure di protezione per gli adolescenti statunitensi, tra cui limiti di utilizzo giornalieri e blocchi per l’uso notturno.
Con il patteggiamento è stata così evitata una sentenza dei giudici, proprio quella che Crepet auspicava, nella convinzione che avrebbe potuto "cambiare i social e quindi il mondo", come aveva spiegato in un’intervista al Corriere Adriatico. Ma quella sentenza, almeno in questo processo, non ci sarà.
Lo psichiatra, ospite del programma di La7, ha infine allargato il discorso al rapporto tra società e tecnologia: "È in corso un cambiamento antropologico, un cambiamento dei nostri modi di pensare, del nostro modo di vivere, di avere rapporti. È cambiato tutto, lo sappiamo. Siamo interrotti, siamo incapaci di pensare, di parlarci persino".
Perché Meta è finita sotto processo negli Stati Uniti
Il procedimento contro Meta è nato da un’azione congiunta promossa da 29 Stati americani, che hanno accusato la società di aver sviluppato Facebook e Instagram facendo ricorso a meccanismi capaci di creare dipendenza nei minori, pur essendo consapevole dei possibili rischi.
Tra gli elementi contestati ci sono lo scorrimento automatico dei contenuti, le notifiche continue, il sistema dei like e altre funzioni considerate in grado di spingere gli utenti, soprattutto i più giovani, a trascorrere sempre più tempo sulle piattaforme. Le accuse riguardavano poi i possibili danni alla salute mentale dei ragazzi, tra cui ansia e depressione, oltre alla gestione dei dati degli utenti minorenni.
Il processo di Oakland aveva un’importanza particolare perché rappresentava un caso-pilota per migliaia di altre cause simili avviate negli Stati Uniti e in altre parti del mondo. Meta ha però scelto di evitare una sentenza nel merito e di raggiungere un accordo con le autorità statali.
I nuovi limiti a Facebook e Instagram dopo il patteggiamento
Secondo l’accordo, Meta dovrà introdurre una serie di restrizioni per i minorenni statunitensi che usano le piattaforme. In primo luogo, è previsto un limite di utilizzo: massimo due ore al giorno, cumulativo tra Facebook e Instagram, disattivabile solo con il consenso dei genitori. Durante la notte, dalla mezzanotte alle 6, le funzioni come storie, reel, feed ed esplora, verranno automaticamente bloccate. Dalle 8 alle 15 sarà invece attiva la "modalità scuola", che impedirà alle app di inviare notifiche, salvo i messaggi diretti.
Meta introdurrà anche un’opzione per disattivare la riproduzione infinita dei video e per impedire la personalizzazione algoritmica dei contenuti. Verrà rimossa la visualizzazione del numero di like e saranno eliminati i filtri più invasivi, come i filtri bellezza.
Tutte queste misure saranno applicate agli under 18 degli Stati Uniti, ma la loro efficacia dipenderà dalla capacità di identificare correttamente l’età degli utenti, un punto ancora controverso.
Come riportato da Avvenire, le limitazioni resteranno in vigore fino al 2036, ma le più rigide (il limite alle due ore e la modalità notte) scadranno nel 2031, salvo rinnovi coordinati con altre big tech. Meta ha infatti proposto di ridurre ulteriormente il tempo massimo a un’ora per app e di estendere la fascia notturna dalle 22 alle 7, ma solo se YouTube e TikTok adotteranno le stesse regole.