Crepet provoca: perché in Italia "non ci meritiamo di far figli"
Lo psichiatra Paolo Crepet lancia una nuova provocazione sulla genitorialità: "Menomale che in Italia non si fanno più figli, non ce li meritiamo"
Stiamo attraversando quello che viene chiamato l’inverno demografico. Mentre l’aspettativa di vita continua ad aumentare, in Italia non si fanno più figli. Il nostro è il Paese "più vecchio" d’Europa e il secondo dopo il Giappone. Secondo i dati Istat, nel 2025 il tasso di fecondità ha toccato il minimo storico: 1,14 figli per donna, in ulteriore calo rispetto all’1,18 del 2024. Commentando questo scenario, il noto psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha lanciato una provocazione: "Non ci meritiamo di fare i figli".
Cos’ha detto Crepet sull’Italia che "non fa più figli"
Sul tema del calo delle nascite in Italia, Paolo Crepet ha usato parole molto dure in un’intervista al Giornale: "Menomale che non ne fa più. Non ce li meritiamo i figli. Per trattarli così. I sacrificati siano almeno pochi, è questa la decenza".
La sua provocazione nasce da una visione critica della società contemporanea, accusata di non saper più educare le nuove generazioni. Un concetto che lo psichiatra aveva ribadito anche durante un suo spettacolo, ripreso in uno spezzone pubblicato sui social nel settembre 2025: "Facciamo bene secondo me a non farne più (di figli). È una buona idea. Visto che non sappiamo educarli, è meglio non farli, no? Perché tirare su dei bambini e delle bambine e fargli male?".
Chi sono (e cosa fanno) le madri secondo Paolo Crepet
Nella sua intervista al Giornale, Crepet ha proposto una riflessione su come sia cambiata la figura materna nel corso degli anni. Secondo lo psichiatra, il ruolo della madre non coincide con quello di mamma-amica, mamma-coach o mamma-manager, da lui definite versioni "fake" della maternità.
"Dubito sempre delle modernizzazioni dei ruoli. La vera mamma è quella che coltiva le sue distanze", ha spiegato, facendo l’esempio di sua nonna, che quando era piccolo gli diceva "badati". Un'"espressione perfetta" che per Crepet riassume al meglio il valore educativo di un genitore: una figura che "fa tutto, dando l’impressione di non fare niente", presente ma non invadente.
L’espressione "badati", che "dovrebbero dirla tutte le madri a tutti i figli", per Crepet si concretizza anche in azioni/scelte concrete messe in atto da ogni mamma fin dalla nascita del suo bambino. Come? "Per esempio scegliendo lei stessa che tetta offrire al pargolo per allattarlo e non viceversa. E dopo, dovrebbero avere la forza dire io sono disponibile eventualmente per una mano di Sciangai. Tutto il resto non è inutile, è dannoso", ha osservato.
Secondo l’esperto, che ha più volte definito la genitorialità contemporanea "iperprotettiva" e "troppo permissiva", la madre dovrebbe essere una presenza che sostiene la crescita del figlio senza interferire, lasciandogli lo spazio necessario per fare esperienze, prendere decisioni e anche sbagliare.
Crepet ha infine criticato la spettacolarizzazione della maternità sui social richiamando "l’iconografia magica e assoluta" di Piero della Francesca, che "ha dipinto tre Madonne dopo la morte di sua madre per restituire l’idea del sublime". Secondo lo psichiatra, il pittore rinascimentale "aveva capito una cosa dell’erotismo materno: che è coperto". Al contrario, "noi abbiamo deciso di metterlo su Instagram e TikTok", ha concluso Paolo Crepet.