Crepet: "Scuola sempre la stessa, registro elettronico idiozia"
Ospite di una trasmissione tv, Paolo Crepet è tornato ad attaccare la scuola: "È sempre la stessa da decenni e il registro elettronico è un'idiozia"
Paolo Crepet non ha mai risparmiato critiche al sistema scolastico italiano. Parlando ancora una volta di scuola in tv, lo psichiatra ha ribadito che è "sempre la stessa da decine di anni", incapace di rinnovarsi davvero. E ha attaccato anche il registro elettronico, da lui definito "un’idiozia".
Cos’ha detto Crepet sulla scuola e il registro elettronico
Ospite della puntata del 9 maggio di Accordi e disaccordi sul Nove, il noto psichiatra e sociologo Paolo Crepet è tornato a esprimersi sulla scuola. Interpellato dal conduttore Luca Sommi a commentare il modello scolastico promosso dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, Crepet ha detto: "La scuola, più o meno, è sempre la stessa da decine di anni. Non mi pare che ci siano stati dei cambiamenti rivoluzionari, a parte, non so, il registro elettronico, che è una delle più grandi idiozie che abbiamo potuto immaginare. Forse è una delle cose più inutili e dannose che ci possono essere per un ragazzo".
Non è la prima volta che Crepet punta il dito contro l’introduzione del registro elettronico. In un’intervista a La Repubblica del settembre 2024, aveva definito lo strumento "la più grande boiata che abbiano mai potuto inventare", accusandolo di aver tolto agli studenti "qualsiasi autonomia", anche la possibilità "di sbagliare". Un elemento che, secondo lo psichiatra, è invece fondamentale nel percorso di crescita di ciascun giovane.
Richiamando poi la scelta del Governo Meloni e del ministro Valditara di inserire la parola "Merito" nella denominazione del ministero dell’Istruzione, Crepet ha aggiunto durante la trasmissione: "Il merito in questo Paese non è che ce ne sia molto. Veniamo da delle vicende in cui il merito, beh, lasciamo perdere".
Il nuovo attacco di Crepet su Delia e Bella ciao
Altro argomento della puntata è stata la polemica che ha coinvolto Delia Buglisi, l’ex concorrente di X Factor che, durante la sua esibizione al Concertone del Primo Maggio, ha modificato il testo di Bella ciao, sostituendo la parola "partigiano" con "essere umano".
Crepet, che si era già espresso sul caso, ha commentato: "Fa anche un po’ pena. Non so se valga la pena di essere così arrabbiati". Secondo lo psichiatra, la giovane cantante siciliana fa parte di "una generazione che è venuta su un po’ troppo con X Factor". E che quindi "non sono musicisti che inventano nuova musica, che scrivono nuova musica", ma cantanti "abituati a fare delle cover". Una critica, questa, contro la tendenza dei talent show a privilegiare la reinterpretazione di brani altrui.
"Sono abituati a cantare le canzoni degli altri però con la presunzione di cambiarle", ha proseguito Crepet. "Se tu vuoi cantare Bob Dylan lo puoi fare, però rispetta Bob Dylan. Ci sono dei testi che sono sacri. L’interpretazione di Bach è sempre stata lecita, l’hanno fatta i grandissimi. Hanno rispettato Bach, non hanno cambiato Bach con qualcos’altro perché era politicamente corretto. Per questo per me è un orrore, è una cosa disumana. Non ho mai pensato che i partigiani rappresentassero solo il sesso maschile. Non capisco questa ossessione da genere", ha concluso lo psichiatra.