Crepet stronca gli influencer: "Lavoro da sogno? Vi dico perché"
Il noto psichiatra Paolo Crepet riflette sul perché molti giovani di oggi sognano di diventare influencer per lavoro: la dura critica dell'esperto
Perché molti giovani sognano di fare gli influencer? A questa domanda prova a rispondere Paolo Crepet, che in un’intervista sottolinea come la mancanza di prospettive spinga molti ragazzi a scegliere quella che percepiscono come la “via più semplice” anche quando si parla di lavoro.
- Perché per i giovani è difficile immaginare il futuro per Crepet
- La critica di Paolo Crepet sugli influencer
- Qual è la "vera intelligenza" secondo Crepet
Perché per i giovani è difficile immaginare il futuro per Crepet
Secondo Paolo Crepet, uno dei nodi più drammatici della condizione giovanile contemporanea è l’incapacità di immaginare il futuro. Il motivo? Manca un orizzonte condiviso, una visione ampia capace di andare oltre il presente immediato.
“I giovani per fortuna sono tanti diversi. Vorrei cercare un orizzonte comune, ma è molto difficile e me lo dicono proprio i ragazzi: c’è poca prospettiva e loro sono portati a circoscrivere l’orizzonte“, ha spiegato lo psichiatra in un’intervista al Corriere dell’Umbria. E questo, ha proseguito, “è un peccato, perché da che mondo è mondo i giovani sono sempre stati speranza, provocazione e sperimentazione”.
Per il professore, che guardando alla situazione attuale si è detto “atterrito”, senza immaginazione non c’è progetto, e senza progetto il futuro resta una parola vuota.
La critica di Paolo Crepet sugli influencer
In questo contesto, si inserisce la dura critica di Paolo Crepet al mito degli influencer, visto come uno dei sintomi più evidenti di questa crisi di prospettiva. Secondo l’esperto, molti giovani desiderano diventare influencer perché “è la cosa più semplice da fare” visto che “non ci vuole talento, informazione, uno si inventa e va“.
Ma si tratta, ha avvertito, di “carriere che dire effimere è poco“, destinate spesso a dissolversi rapidamente. La Rete, ha aggiunto Crepet, è piena di “incantatori di serpenti” che promettono ricchezza facile, successo immediato, milioni di follower o guadagni miracolosi con poche mosse. Una narrazione seducente, ma a suo avviso profondamente ingannevole.
Con le sue parole, Crepet ha evidenziato che questo modello rischia di diseducare i giovani al valore del tempo, dell’errore, della costruzione lenta, alimentando una cultura dell’apparenza e del successo immediato che lascia poco spazio alla profondità e alla responsabilità.
Qual è la “vera intelligenza” secondo Crepet
Da qui si arriva alla riflessione su quella che Crepet ha definito la “vera intelligenza”. Per lui, i “buoni” di oggi sono i giovani che “viaggiano, si informano e hanno dubbi”, e che non accettano passivamente le risposte preconfezionate. A suo parere, la vera intelligenza non è l’adesione a uno slogan, nemmeno quando si parla di futuro green, ma la capacità di comprendere la complessità.
E sulla tutela ambientale, argomento molto sentito dai giovani, ha dichiarato: “La visione green del futuro è una visione molto più che complicata. Non è che si può riempire, ad esempio, Orvieto di pale eoliche. La bellezza non va distrutta, ma va tramandata e preservata”.
Allo stesso modo, invita i giovani a interrogarsi seriamente sul tema dell’energia, sul suo fabbisogno crescente e sulle conseguenze delle scelte tecnologiche, comprese quelle legate all’intelligenza artificiale. “A Natale – ha dichiarato – tutti regaleranno giochi con intelligenza artificiale, con un enorme aumento di uso di energia. Dunque c’è un’emergenza energetica e oggi avere competenza sulle conseguenze è fondamentale“.
Crepet ha poi ragionato su come è cambiata nel tempo l’idea di Europa, che adesso “non è più sentita, non è più quella che sognavo io da ragazzino”. Oggi “non basta più quell’Europa che per me era simbolo di libertà, di girare senza passaporto” perché “ora si può fare tutto da casa nostra senza spostarsi“. Ma in questo modo, ha messo in guardia, si rischia di rimanere “sempre più soli“.
Lo psichiatra ha infine specificato: “Dico tutto questo pensando soprattutto ai ragazzi che devono studiare e informarsi, criticare e non essere solo degli ‘acquirenti’, ma consapevoli delle conseguenze. Questa è la vera intelligenza”, ha concluso.
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