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Crepet sul caso Sinner, l'allarme sul messaggio ai giovani

Parlando del caso di Jannik Sinner, Paolo Crepet lancia l'allarme sul messaggio che il mito della perfezione rischia di trasmettere ai giovani

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Jannik Sinner sta attraversando un momento di difficoltà, tra crisi fisiche, sintomi inattesi e il peso psicologico di chi è chiamato a confermarsi ogni giorno ai massimi livelli. Lo psichiatra Paolo Crepet ha preso spunto da questa vicenda sportiva e umana per proporre una riflessione più ampia sulla fallibilità, sul mito della perfezione e sulla necessità di accettare i propri limiti. Attraverso l’esempio del numero uno del tennis mondiale, Crepet lancia l’allarme sul messaggio che la narrazione dell’invincibilità rischia di trasmettere ai giovani, ricordando che il mito non è perfetto, "è fragile".

Cos’ha detto Paolo Crepet sulle "fragilità" di Jannik Sinner

Secondo Paolo Crepet, il momento vissuto da Jannik Sinner è la dimostrazione che nemmeno il più forte può sottrarsi alle conseguenze della pressione psicologica e fisica. Le difficoltà emerse negli ultimi mesi, a partire dalla crisi accusata durante il Roland Garros di Parigi, raccontano un atleta che ha dovuto confrontarsi con i limiti del proprio corpo e con il peso delle aspettative.

Intervistato dal Corriere della Sera, Crepet ha spiegato che "Jannik ha sofferto un eccesso di pressione, ha sostato troppo a lungo dentro una forzatura". Per lo psichiatra, la pressione sociale ha contribuito ad alimentare una narrazione quasi perfetta del campione, trasformandolo in un simbolo di invincibilità. Eppure è proprio Sinner, sostiene Crepet, ad aver compreso per primo di essere un essere umano prima ancora che un atleta: "Ha ben chiaro che più sei numero uno, più sei fragile".

Sinner, attualmente in gara a Wimbledon, "sta misurando i suoi limiti, tra dubbi e trepidazioni. Oggi ha una paura in più che lo rende più forte e consapevole. È finalmente un campione sensibile, e questo lo rende enorme", ha proseguito Crepet.

Lo psichiatra ha anche parlato del concetto di coping, cioè l’insieme delle "strategie cognitive e comportamentali" con cui una persona affronta situazioni di forte stress. A suo giudizio, Sinner ha imparato a conoscere quella parte di sé che emerge nei momenti di difficoltà. E non si tratta si debolezza, bensì di un passaggio di crescita: "Quello che è accaduto forse lo rende più guardingo, di certo non più debole. E lo aiuta a maturare. Non è più un ragazzo, è un uomo".

Il messaggio ai giovani di Crepet sul "mito della perfezione"

Partendo dall’esempio di Jannik Sinner, Paolo Crepet lancia un messaggio ai giovani, invitandoli a liberarsi dal "mito della perfezione", che rischia di creare frustrazione e senso di inadeguatezza in chiunque si confronti con inevitabili errori o momenti di difficoltà.

"Solo gli stupidi possono indicare ai giovani il mito della perfezione. Il mito è fragile. Non debole, attenzione: fragile. A questo ragazzo di cui parla tutta Italia, in fondo, non è successo nulla di drammatico: è semplicemente accaduta la vita", ha affermato l’esperto.

"Jung diceva: là dove cadi, nasce un albero", ha aggiunto per sottolineare che l’errore e il fallimento non rappresentano la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova possibilità di crescita. Ogni difficoltà obbliga infatti a fermarsi, comprendere cosa è successo e ripartire con strumenti nuovi.

Da qui nasce una critica a quello che ha più volte definito l’"inno alla perfezione", che a suo avviso domina nella narrazione contemporanea. Al contrario, ha osservato, "è l’imperfezione che spalanca il cambiamento e l’evoluzione. La perfezione lasciamola ai computer". Altrimenti "tra vent’anni a Wimbledon la finale la giocheranno due robot: senza sudore, imperfezioni, errori. Senza vita".

Crepet ha concluso: "Viva i fantasmi. Sinner diventerà ancora più grande grazie ai suoi fantasmi".