Crepet svela cosa insegna (di sbagliato) la guerra ai ragazzi
Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha svelato cosa potrebbero imparare i ragazzi e le ragazze dall'attuale guerra in corso in Medioriente e Iran
La guerra non può insegnare nulla di buono a ragazzi e ragazze. Paolo Crepet ha svelato che l’attuale situazione internazionale può dare insegnamenti assolutamente sbagliati ai più giovani, che si trovano spiazzati da quanto sta accadendo nel mondo. In questa occasione lo psichiatra ha anche riflettuto su cosa "rischia" chi è abituato a pensare con la propria testa, ma ha anche svelato qual è la sua posizione nei confronti dell’intelligenza artificiale.
L’insegnamento che secondo Crepet i ragazzi hanno dalla guerra
In un’intervista a Il Mattino in vista di una sua lectio sul "reato di pensare", Paolo Crepet ha analizzato la delicata situazione internazionale che è venuta a crearsi in seguito allo scoppio del conflitto in Medioriente e in Iran (un professore universitario di Storia, Riccardo Redaelli, ha cercato di spiegare con parole semplici l’attuale scenario globale). Lo psichiatra si è posto una semplice ma importante domanda: "Qual è l’insegnamento che i ragazzi traggono dalla guerra?".
La risposta secondo il sociologo, autore anche di molti libri, è semplice e angosciante al tempo stesso: ragazzi e ragazze imparano che "la violenza risolve i problemi". I più giovani potrebbero iniziare a pensare che "credere alla pace e al dialogo è da poveracci". Poi si è messo nei panni dei docenti: "Hai voglia, per un insegnante, dimostrare che non è così", perché "i fatti gli danno torto, dimostrano il contrario".
Cosa succederà se si arriverà alla fine di questo conflitto che sta preoccupando il mondo intero? "Se tra poco o tra molto si troverà una soluzione al conflitto in Iran è perché i poteri economici scenderanno in campo e obbligheranno i machi della politica a fermarsi": questo è lo scenario che potrebbe aprirsi secondo Paolo Crepet.
La riflessione di Paolo Crepet su machismo e patriarcato
Lo psichiatra torinese, cresciuto a Padova, che considera la sua città d’adozione, ha anche riflettuto su alcuni fenomeni che spesso occupano le prime pagine dei giornali e i dibattiti in tv: stiamo parlando del machismo e del patriarcato. Secondo Paolo Crepet quello che dobbiamo fare è imparare a fidarci "poco della marea di pseudo informazioni che girano sui social, attraverso cui costruiamo le nostre opinioni". La seconda cosa da fare, invece, è "educarci a pensare senza condizionamenti. Su molti temi diamo per scontato fatti che fatti non sono".
Lo psichiatra a tal proposito ha un esempio: "In tanti sostengono che stiamo andando verso una società libera dal patriarcato e dal maschilismo". Lui, però, non ha "mai creduto che bastasse una conferenza, un talk show, una mezza proposta politica, un’ondata di indignazione pubblica, per cambiare mentalità. E poi, seppure facciamo qualche passo in avanti in questo senso, ne facciamo cento indietro".
Secondo Paolo Crepet basta aprire un giornale e leggere quanto "sta accadendo in Medio Oriente e Iran" per capire quanto tutto questo sia "una dimostrazione di puro machismo, portata avanti da due uomini contro governi di soli uomini". L’esperto ha riflettuto sul fatto che "se ci fosse stata una donna al comando degli Stati il conflitto si sarebbe risolto in altro modo, con una visione differente".