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Crescere un figlio è sempre più caro, fino a 212 mila euro iStock

Crescere un figlio è sempre più caro: costa fino a 212 mila euro

Un'indagine rivela che mantenere un figlio dalla nascita fino alla maggiore età comporta costi cresciuti del 4% rispetto al 2025

3 min di lettura

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Tra costi per la scuola, le attività sportive e la tecnologia, mantenere un figlio dalla nascita fino almeno alla maggiore età è abbastanza dispendioso. Con l’inflazione e l’aumento dei prezzi, crescere un bambino o un ragazzo sta diventando sempre più dispendioso. Una ricerca ha analizzato che le uscite familiari per la prole sono salite del 4% rispetto al 2025.

Quanto costa crescere un figlio

Secondo un’indagine di Moneyfarm, crescere un figlio dalla nascita fino al compimento della maggiore età comporta attualmente una spesa tra i 112 mila e i 212 mila euro, con una media di circa 162 mila euro (oltre 9 mila euro l’anno).

Rispetto al 2025, il costo medio è cresciuto del 4%, mentre l’aumento sale al 16% se il confronto viene effettuato con il 2022, ovvero quattro anni fa.

Sul bilancio familiare pesano inoltre anche le spese che precedono la nascita, come le visite mediche, il corso preparto e il corredino. Per queste uscite, in media occorrono circa 4.100 euro.

Rispetto alla rilevazione del 2025, quando il costo medio era stimato in 156mila euro, l’aumento è di circa 6mila euro, ovvero 350 euro di extra-spesa annua per figlio.

Il dato segnala una crescita del costo della genitorialità più rapida rispetto a quella delle retribuzioni contrattuali, aumentate nello stesso periodo del 12%.

I costi e le fasce d’età

La spesa per mantenere un figlio non procede in modo lineare con l’età ma sale gradualmente. Quando un figlio è appena nato, si spende soprattutto per i costi di cura e assistenza, poi le uscite aumentano con l’ingresso a scuola e raggiungono il livello più elevato durante l’adolescenza.

Dall’indagine è emerso che il costo medio nella fascia da 0 a 3 anni è di 19.500 euro, pari a 4.900 euro all’anno, soprattutto per prodotti per la prima infanzia, nido o babysitter e acquisti essenziali come passeggini e culla.

Tra 4 e 5 anni la spesa sale a 20.800 euro, il 2,5% in più rispetto al 2025, con l’ingresso nella scuola dell’infanzia e i costi per mensa, materiale didattico, abbigliamento e prime attività extrascolastiche.

Tra 6 e 8 anni si arriva a 24.900 euro, con un incremento del 2,8%, mentre tra 9 e 11 anni il costo raggiunge 21mila euro, in aumento del 6%.

Nella fascia 12-14 anni la spesa arriva a 22mila euro, il 7% in più, la variazione più elevata tra le diverse fasce. Il picco si registra infine tra 15 e 18 anni, con 49.700 euro complessivi, il 5% in più rispetto all’anno precedente e oltre 12.400 euro l’anno.

In questa fase incidono soprattutto alimentazione, istruzione, tecnologia, sport, corsi di lingua, paghetta e le nuove esigenze legate alla maggiore autonomia.

L’impatto sui redditi

Sul bilancio familiare, avere un figlio ha un peso rilevante. Secondo i dati considerati nello studio, il costo medio annuo di mantenimento, pari a circa 9.000 euro, assorbe il 18% del reddito netto di una coppia con figli e sale al 27% per una famiglia monogenitoriale.

In una famiglia con due genitori che contribuiscono in misura equivalente al reddito domestico, ciò significa che quasi un quinto dello stipendio di ciascuno viene destinato al mantenimento del primo figlio. Una pressione ancora più marcata per chi cresce un bambino da solo, dove oltre un quarto del reddito è assorbito da questa voce di spesa.

Se si ha un secondo figlio, invece, i costi sono leggermente inferiori grazie al riutilizzo di beni come abbigliamento, passeggini e lettini o alla possibilità di condividere servizi come automobile e babysitter. Ma la riduzione non è così rilevante.

Secondo la stima riportata dalla ricerca, il secondo figlio comporta un incremento del 70-80% del costo sostenuto per il primo, un peso che contribuisce a rendere sempre più rare le famiglie numerose in Italia.