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Da chat a foto, il vademecum del Garante sulla privacy a scuola

Il nuovo vademecum sulla privacy a scuola del Garante per la protezione dei dati personali: dalle foto alle chat, ecco tutte le regole da rispettare

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Nell’era digitale, le dinamiche scolastiche — tra chat, foto, registro elettronico e comunicazioni online — richiedono nuove attenzioni. Il nuovo vademecum ideato dal Garante per la protezione dei dati personali vuole diventare una guida chiara per tutelare la privacy dentro la scuola, aiutando famiglie, docenti e studenti a orientarsi in modo corretto e consapevole.

Il nuovo vademecum sulla privacy a scuola

Il nuovo vademecum del Garante, intitolato ‘La scuola a prova di privacy‘, aggiorna e amplia la versione diffusa nel 2023 tenendo conto delle nuove normative. L’obiettivo è fornire uno strumento pratico che aiuti studenti, dirigenti scolastici, docenti e famiglie a orientarsi tra obblighi e diritti. Non si tratta di un testo normativo vincolante, ma di una guida che raccoglie casi concreti e suggerimenti per prevenire errori e violazioni.

Il vademecum sottolinea che la trasparenza è il primo passo: ogni istituto deve informare chiaramente gli interessati su come vengono trattati i dati, con un linguaggio comprensibile anche ai minori.

Cosa dice il Garante sui temi e la vita di classe

Un capitolo del documento riguarda i temi scolastici e la vita di classe. Visto che gli elaborati degli studenti possono contenere informazioni personali sensibili, il Garante ricorda che spetta agli insegnanti gestire con equilibrio la lettura in classe e la condivisione di questi testi, evitando che dettagli privati diventino di dominio pubblico tra compagni. Il principio guida è la tutela dell’alunno, che deve essere protetto da possibili conseguenze relazionali o discriminazioni.

Anche nelle comunicazioni scolastiche, circolari e note, è vietato inserire dati che possano identificare studenti per esempio coinvolti in episodi di bullismo o provvedimenti disciplinari.

Le novità su registro elettronico, voti e privacy

Gli esiti degli scrutini delle scuole medie e superiori e di ammissione agli esami di Stato devono essere pubblicati esclusivamente nell’area riservata del registro elettronico. In questa sezione, visibile solo agli studenti appartenenti alla classe interessata, vanno indicati unicamente i termini “ammesso” o “non ammesso”.

I voti delle singole discipline, invece, devono rimanere accessibili solo nello spazio personale del registro elettronico, consultabile esclusivamente dallo studente o dalla sua famiglia tramite le proprie credenziali.

Nel caso in cui la scuola non disponga di un registro elettronico, è possibile esporre i tabelloni in sede, purché non vengano diffuse, neppure in modo indiretto, informazioni relative allo stato di salute degli studenti o altri dati personali non pertinenti.

Cosa dice il vademecum sulle foto e video a scuola

Secondo quanto chiarito dal Garante, le fotografie e i video realizzati durante recite, saggi o gite scolastiche possono essere raccolti e conservati per uso personale e familiare.

Nel vademecum si specifica che la pubblicazione online di contenuti che ritraggono minori è consentita solo se accompagnata dal consenso esplicito dei genitori e delle persone coinvolte nelle riprese. In assenza di questa autorizzazione, la condivisione rischia di violare le norme sulla protezione dei dati personali.

Il Garante ricorda inoltre che ogni scuola, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, può stabilire regole specifiche sull’uso dei dispositivi mobili durante gli eventi.

Il vademecum dedica spazio anche alla questione, più generale, dell’impiego di smartphone e social network nella vita scolastica. L’uso di cellulari e tablet è ammesso solo per scopi strettamente personali e comunque nel pieno rispetto della dignità e dei diritti di chi viene coinvolto.

Allo stesso modo, studenti, insegnanti e tutto il personale della scuola non possono condividere o diffondere registrazioni audio, fotografie o video online senza aver prima informato le persone interessate e ottenuto il loro consenso esplicito.

Le regole del Garante della privacy sulle chat di classe

Un altro punto importante riguarda le chat di classe. Nel vademecum si chiarisce che la creazione di gruppi WhatsApp o simili da parte di genitori o studenti non rientra nelle attività istituzionali della scuola. Sono iniziative private, e quindi la responsabilità del loro uso ricade sui partecipanti.

Il Garante ricorda anche che in questi contesti valgono le regole della protezione dei dati: non si possono diffondere notizie, foto o video senza il consenso degli interessati.

Infine, il Garante della Privacy invita le scuole a sensibilizzare studenti, famiglie e personale scolastico sull’uso corretto delle tecnologie, promuovendo iniziative di educazione digitale e di consapevolezza sui rischi della condivisione online.