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Da dove viene la parola Natale: la lezione social di Prof Maggi ANSA

Da dove viene la parola Natale: la lezione social di Prof Maggi

Prof Maggi, in un video, ha risposto alla richiesta dei suoi follower spiegando l'origine della parola Natale e perché si festeggia il 25 dicembre

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Le festività natalizie sono una delle vacanze più attese e amate dagli studenti che possono riposarsi per una decina di giorni, dopo il primo intenso trimestre sui banchi di scuola. Ma perché la festa del 25 dicembre si chiama Natale? È la domanda che in molti hanno fatto al prof Andrea Maggi che ha deciso di rispondere ai follower con un video sui social.

La lezione di prof Maggi sulla parola Natale

Sui suoi profili social, Andrea Maggi ha pubblicato un video con la didascalia: “Mi avete chiesto da dove viene la parola Natale con la N maiuscola. Ecco qui la risposta. Volete sapere anche perché si festeggia il Natale il 25 dicembre? Ascoltate il Reel”.

Chiarificatori sono anche gli hashtag usati da prof che parla di: #natale #grammatica #etimología.

“Per antonomasia, Natale con la N maiuscola è il giorno celebrativo della nascita di Gesù, il 25 dicembre”, ha spiegato il docente influencer.

L’insegnante però ritiene che una domanda più interessante sia: “perché si festeggia il Natale il 25 dicembre”.

La risposta che dà il prof è che lo si fa per ragioni “simboliche“.

“La celebrazione cristiana della nascita di Cristo – ha aggiunto – è subentrata alle antiche feste pagane del solstizio d’inverno come il dies solis natales invicti, la nascita del sole nell’impero romano, che si tenevano proprio intorno a quella data (il 25 dicembre, ndr) per celebrare il ritorno della luce dopo il giorno più corto dell’anno”.

La chiesa del IV secolo, ha continuato Maggi, scelse “questa data per cristianizzare queste tradizioni popolari, fissando la nascita di Gesù in corrispondenza del risorgere del Sole: un potente simbolo di rinascita”.

In pratica, Gesù non è veramente nato il 25 dicembre ma questo giorno ha comunque un grande significato simbolico di luce e rinascita.

Maggi spiega perché è sbagliato dire “Buon Natale a te e famiglia”

Lo scorso anno, prof Maggi si è invece soffermato sull’augurio “buon Natale a te e famiglia“. Una frase che viene detta e scritta da milioni di persone ogni anno ma… è grammaticalmente sbagliata.

“Se auguriamo Buon Natale a qualcuno – ha sottolineato il docente – quel ‘a te’ risponde alla domanda: a chi. Quindi è un complemento di termine. Dunque lo stesso discorso vale anche per la famiglia che deve rientrare in un complemento di termine”.

Per non commettere questo errore grammaticale (a cui raramente si presta attenzione”, la forma corretta non sarebbe quindi dire “Buon Natale a te e famiglia”, ma bensì: “Buon Natale a te e alla famiglia o a te e alla tua famiglia”.

Andrea Maggi ha ammesso che “molti dicono a te e famiglia per una questione di brevità” e che “dire a te e alla tua famiglia è davvero lungo e anche un po’ ampolloso”.

Resta però il fatto che “a te e famiglia” è sbagliato e grammaticalmente scorretto, “anche se è una concordanza a senso e nel parlato si perdona”. Per il prof però questa formula non andrebbe mai scritta perché “proprio non si può leggere”.

Il suggerimento del prof per “non essere scorretti ma brevi, ma nemmeno corretti ma prolissi” è quello di dire “semplicemente Buon Natale“.