Ddl Valditara, approvazione rinviata: cosa è successo alla Camera
Caos alla Camera durante la discussione del ddl Valditara sul consenso informato, la cui approvazione è stata rinviata: cos'è successo in aula
Continuano le polemiche sul ddl Valditara, che introduce il consenso informato delle famiglie per la partecipazione degli studenti a corsi di educazione sessuale nelle scuole medie e superiori. Il disegno di legge, promosso dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, è in discussione alla Camera e doveva essere approvato entro il fine settimana. Ma ieri, 12 novembre, il ministro ha perso la calma durante la discussione in aula, attaccando le opposizioni. L’approvazione è stata quindi rinviata. Vediamo cosa è successo e quali sono i tempi previsti per il via libera al provvedimento.
- Perché è stata rinviata l'approvazione del ddl Valditara
- Opposizioni contro Valditara alla Camera: cos'è successo
- Cos'ha risposto Valditara alle polemiche
- Quando potrebbe essere approvato il ddl Valditara
- Cosa prevede il ddl Valditara sul consenso informato
Perché è stata rinviata l’approvazione del ddl Valditara
Il ddl Valditara, la proposta di legge che prevede l’obbligo del consenso informato dei genitori per affrontare l’educazione sessuale nelle scuole medie e superiori, continua a suscitare forti polemiche. Dopo il caso dell’emendamento della Lega che vietava di trattare l’argomento alle medie, poi cancellato da un altro emendamento sempre a firma del Carroccio, un nuovo episodio ha riacceso il dibattito. Protagonista è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che durante la discussione alla Camera ha chiesto di intervenire, perdendo la calma e attaccando duramente le opposizioni.
“È stato detto che noi, con questo disegno di legge, impediremmo l’educazione sessuale nelle scuole. È stato addirittura sostenuto che noi impediremmo di informare i nostri giovani sui rischi delle malattie sessualmente trasmesse. È stato anche detto che impediremmo, negheremmo l’educazione affettiva nelle nostre scuole. Tutto questo è falso“, ha esordito Valditara durante il suo intervento alla Camera.
Il ministro ha poi rivendicato l’introduzione nelle nuove indicazioni nazionali (ex programmi scolastici) di contenuti legati all’affettività: “Abbiamo anche inserito ‘educare alla empatia relazionale ed affettiva‘. Che cos’è questo, se non educare all’affettività?”.
Valditara ha concluso: “Sono indignato che voi abbiate detto che questa legge impedisce la lotta contro i femminicidi e scoraggia la lotta contro la violenza di genere. Voi lo avete affermato. Vergognatevi“.
L’intervento del ministro ha suscitato numerose proteste in aula. Così l’approvazione è stata rinviata.
Opposizioni contro Valditara alla Camera: cos’è successo
Le parole di Valditara sono state immediatamente contestate dalle opposizioni. “Quel ‘vergognatevi’ deve essere ritirato. Chiediamo veramente al ministro di assumere un contegno”, ha commentato in aula il deputato del Pd Andrea Casu.
“Noi chiediamo che venga superato un approccio che si basa solo sulla biologia, sull’educazione al corpo umano – ha aggiunto la deputata dem Irene Manzi – . Quello che chiediamo è che vengano applicate le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, che fanno riferimento all’educazione sessuale comprensiva, quell’educazione sessuale che fa riferimento a temi come l’affettività, la crescita individuale, la prevenzione della violenza di genere”.
“Davanti al consenso informato, rischiamo di stravolgere il senso stesso dell’istituzione scuola”, ha evidenziato l’onorevole Marco Grimaldi di Avs. E sull’intervento di Valditara, rivolgendosi al ministro, ha continuato: “Lei è inopportuno, perché è venuto qui a insultarci e a sfidarci. E noi la sfidiamo se lei non è in grado di dire una cosa semplice: scusa, ho sbagliato”.
“È il ministro dell’Istruzione e non della distruzione della prerogativa democratica di quest’aula – è intervenuto il deputato Andrea Quattrini del M5s -. Dovrebbe vergognarsi di quello che ha detto”.
Cos’ha risposto Valditara alle polemiche
Infine, è stato lo stesso ministro Valditara a tentare di chiudere la bagarre: “Voglio subito chiarire che le mie affermazioni non avevano un carattere personale. Erano, però, affermazioni politiche legate a un’accusa precisa”. Ovvero quella “di non consentire la lotta contro i femminicidi e le violenze di genere. Allora io ho detto che affermazioni di questo tipo le ritengo vergognose”, ha precisato il ministro.
E ancora: “Mi dispiace se qualcuno di voi si è sentito offeso, ma vi assicuro e ribadisco che questo disegno di legge non indebolisce in alcun modo la lotta contro i femminicidi e la violenza di genere”.
Dopodiché, si è scusato con i deputati per dover lasciare l’aula: “Vi chiedo scusa, ma ho un appuntamento istituzionale in Puglia”, ha concluso Giuseppe Valditara.
Quando potrebbe essere approvato il ddl Valditara
La tensione non si è placata, e nel corso del pomeriggio l’opposizione ha proseguito la sua protesta, sollecitando la convocazione di una riunione dei capigruppo affinché la maggioranza prendesse le distanze dalle dichiarazioni del ministro. Inoltre, è stata avanzata la richiesta di riportare il provvedimento in commissione.
Una cosa è certa: la votazione, inizialmente calendarizzata per mercoledì 12 novembre, è stata posticipata. Visto che nel calendario della Camera ci sono alcuni decreti che hanno la priorità, l’approvazione del ddl Valditara potrebbe slittare a dicembre.
Cosa prevede il ddl Valditara sul consenso informato
Attualmente, il testo del ddl Valditara in discussione alla Camera prevede che i genitori debbano dare l’ok per far partecipare i propri figli a corsi di educazione sessuale nelle scuole medie e superiori. Se il ddl verrà approvato così com’è, gli studenti che non riceveranno l’autorizzazione delle famiglie non potranno partecipare alle lezioni.
Al comma 5 dell’articolo 1, invece, si stabilisce che “la scuola dell’infanzia e la scuola primaria sono escluse, in ogni caso, le attività didattiche e progettuali aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità”.