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Ddl Valditara su consenso informato è legge, cosa cambia a scuola

Il Senato ha approvato definitivamente il ddl Valditara sul consenso informato preventivo a scuola: cosa prevede la nuova legge e cosa cambia

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il ddl Valditara sul consenso informato in ambito scolastico è diventato legge: giovedì 4 giugno il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge promosso dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Vediamo cosa cambia a scuola.

Approvato il ddl Valditara sul consenso informato: cosa prevede

Il Parlamento ha dato il via libera al ddl Valditara in materia di consenso informato nelle scuole. Il testo, già approvato alla Camera, ha ottenuto il sì del Senato con 78 voti favorevoli e 38 contrari.

Con la nuova norma, le scuole dovranno chiedere il consenso informato scritto e preventivo dei genitori per la partecipazione degli studenti a iniziative didattiche o extracurriculari legate all’educazione sessuale, o degli studenti stessi se maggiorenni. A questo scopo, gli istituti dovranno mettere a disposizione il materiale che intendono utilizzare per essere visionato dalle famiglie.

Il consenso deve essere richiesto almeno sette giorni prima dello svolgimento delle attività. In assenza di adesione, gli studenti non possono partecipare e vengono esentati dalla frequenza di quelle specifiche attività. La legge stabilisce inoltre che, durante le attività extracurriculari rivolte a minorenni, sia sempre garantita la presenza di un insegnante.

Il coinvolgimento di esperti esterni è subordinato alla deliberazione del collegio dei docenti e all’approvazione del consiglio d’istituto. Il collegio docenti deve definire i criteri per valutare titoli, esperienza professionale, scientifica o accademica dei soggetti esterni, tenendo conto della coerenza con gli obiettivi educativi e dell’adeguatezza rispetto all’età e alla maturazione degli studenti.

Infine, la nuova legge vieta di svolgere qualsiasi attività o progetto che riguardino la sfera della sessualità nelle scuole dell’infanzia e alla primaria.

Cos’è il consenso informato a scuola

Nel contesto scolastico, il consenso informato è la manifestazione esplicita e preventiva della volontà dei genitori (o degli studenti maggiorenni) di autorizzare la partecipazione a determinate attività. Non si tratta di un semplice assenso formale, ma di una scelta basata sulla conoscenza preventiva dei contenuti, degli obiettivi e dei materiali utilizzati.

Con la nuova legge, il consenso informato delle famiglie diventa la condizione necessaria per la partecipazione degli studenti ad attività scolastiche e extrascolastiche organizzate negli istituti in tema di educazione sessuale.

Il commento del ministro Valditara sulla nuova legge

"Con l’approvazione definitiva al Senato della legge sul consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni", ha commentato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha parlato di una "riforma storica".

Secondo il ministro, la norma applica il principio costituzionale che "attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli". Nello svolgimento di attività legate alla sfera sessuale, ha aggiunto, "ovviamente pretendiamo che certe teorie siano spiegate da medici, psicologi, professionisti seri".

Valditara ha puntualizzato: "Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia". Inoltre, "non è vero che non si farà l’educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola".

E ha precisato: "Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori".

Con questa legge, ha concluso il ministro Valditara, "proteggiamo la crescita dei più giovani e favoriamo una loro maturazione equilibrata".