Decreto Scuola e divieto di burqa e niqab, le eccezioni
Il Decreto Scuola approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre 2026 introduce il divieto di indossare burqa e niqab a scuola, ma non solo
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Come già anticipato dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il Decreto Scuola, approvato dal Consiglio dei ministri, introduce anche il divieto di indossare all’interno delle strutture scolastiche burqa, niqab e altri accessori, indumenti e oggetti che possano coprire il volto. Sono state previste delle sanzioni per chi viola questa norma, anche se esistono delle eccezioni.
Sanzioni per chi indossa burqa, niqab e non solo
Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo del Decreto-Scuola che, tra le altre novità, include un tetto massimo per gli studenti stranieri nelle prime classi, sanzioni per i genitori di alunni con difficoltà linguistiche che non accettano di frequentare corsi di lingua italiana, cambiamenti per quanto riguarda la denominazione di istituti tecnici e professionali, l’introduzione del latino alle scuole medie. Inoltre, è stato anche previsto il divieto di indossare burqa e niqab a scuola.
In realtà il divieto è più ampio e riguarda ogni accessorio, indumento oppure oggetto che copra il volto o non consenta di riconoscere il viso: non si potrà in questi casi partecipare alle attività scolastiche. In caso di violazione di questa regola, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro: se l’irregolarità è commessa da un minore la multa si applica al genitore.
Sono previste, però, eccezioni in presenza di specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza.
L’annuncio di Meloni sul divieto di burqa
Dal palco della festa di Gioventù Nazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva anticipato alcune delle misure poi confluite nel Decreto Scuola. Oltre ad annunciare il limite per gli studenti con cittadinanza non italiana, la presidente del Consiglio dei ministri ha speso alcune parole sul divieto di burqa.
"Sta per arrivare in Consiglio dei ministri un provvedimento che introduce per legge il numero degli studenti stranieri per classe, il numero massimo s’intende", ha affermato Giorgia Meloni, aggiungendo poi che quella non è l’unica novità prevista. Il decreto, ha spiegato la premier, "introduce anche l’obbligo per i genitori di studenti con problemi gravi di inserimento scolastico a imparare l’italiano e introduce il divieto di burqa e niqab a scuola. Perché, a scuola si va a viso aperto e perché in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi".
Le parole di Valditara sul burqa a scuola
Anche Giuseppe Valditara ha anticipato nelle settimane precedenti l’approvazione del Decreto Scuola i punti più salienti di questo documento, come il divieto di indossare il burqa a scuola. Ad agosto 2026, il ministro dell’Istruzione e del Merito aveva detto che avrebbe presentato un emendamento al Ddl Sicurezza in tal senso, anche per introdurre corsi di italiano per i genitori stranieri.
In quell’occasione aveva inoltre ipotizzato sanzioni più severe per i genitori che avessero impedito alle figlie di frequentare la scuola per aggirare il divieto, richiamando anche le disposizioni penali previste per l’elusione dell’obbligo scolastico dal Decreto Caivano.
Sul divieto di burqa e niqab era intervenuta in passato anche Marina Terragni, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, che ad agosto aveva espresso il proprio sostegno alla proposta di Valditara.