Salta al contenuto
Studio del latino a scuola iStock

Decreto Scuola, il latino alle medie è legge: chi dovrà studiarlo

Il Decreto Scuola, che il Consigli dei ministri ha approvato, include anche l'introduzione dell'insegnamento del latino alle scuole medie: ecco come

3 min di lettura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Sono diverse le novità contenute nel Decreto Scuola, approvato dal Consiglio dei ministri giovedì 24 settembre 2026. Tra queste c’è anche l’introduzione dell’insegnamento del latino alle scuole medie, come già anticipato in passato dal ministro Giuseppe Valditara. Ecco chi potrà studiare questa materia e chi dovrà insegnarla nella scuola secondaria di primo grado.

Il latino sarà facoltativo dalla seconda media

Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo del Decreto Scuola, che introduce diverse novità nel nostro sistema scolastico. Non si parla solo del tetto massimo di studenti stranieri in classe o delle multe ai genitori di alunni con difficoltà linguistiche, ma anche di modifiche agli istituti tecnici e professionali, oltre all’introduzione dell’insegnamento del latino nella scuola secondaria di primo grado.

La notizia era nell’aria da tempo, annunciata a più riprese dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il decreto-legge prevede l’introduzione del latino, dall’anno scolastico 2027/2028, come materia facoltativa a partire dalla seconda media. Si tratta di un’ora alla settimana, per un totale di 33 ore all’anno. Ad insegnare questa materia potranno essere gli stessi docenti di italiano, storia e geografia della scuola, purché abbiano sostenuto almeno un esame annuale o due esami semestrali di lingua o letteratura latina.

La polemica sul ritorno del latino alle medie

L’introduzione del latino alle scuole medie era stata annunciata da mesi e ha alimentato un dibattito tra chi è favorevole all’insegnamento di questa materia e chi, invece, è profondamente contrario.

L’AND, Associazione Nazionale Docenti, in una nota pubblicata sul proprio sito, ha sottolineato di concordare con il ministro Valditara nella scelta di introdurre questa novità, condividendo "pienamente tale scelta come visione culturale strategica e come opportunità per conoscere e valorizzare le profonde radici comuni della civiltà europea". Diverse personalità del mondo della cultura e della scuola hanno sottolineato l’importanza dello studio del latino, tra cui Roberto Vecchioni, Roberto Burioni e Andrea Maggi.

Altri, invece, hanno espresso perplessità. Come Marco Ricucci, docente di italiano e latino e professore a contratto presso l’Università degli Studi di Milano, che ha riflettuto sul fatto che i problemi veri alle medie sono altri, come ad esempio il fatto che molti studenti e studentesse escono da questo ciclo di studi senza sapere leggere o scrivere bene in italiano, ma anche sul problema riguardante la formazione dei professori, che potrebbe non essere adeguata per l’insegnamento del latino alle medie.

Perché per Valditara è importante studiare latino

Nel febbraio 2025, durante un incontro con gli studenti degli istituti comprensivi di Ancona, il ministro Giuseppe Valditara ha spiegato perché secondo lui è importante studiare latino alle scuole medie. "Il latino è fondamentale per comprendere meglio la nostra lingua", ha sottolineato il titolare del dicastero di viale Trastevere.

Nel suo intervento Giuseppe Valditara ha citato anche Gottfried Wilhelm von Leibniz, ricordando che il filosofo diceva di non aver mai visto nulla di più logico del dibattito dei giuristi romani. Il ministro ha poi richiamato anche la figura di Antonio Gramsci: secondo il politico e giornalista il latino è utile perché "insegna a studiare" ed è "una lingua universale che ha avvicinato popoli di lingue e culture diversissime".